9 maggio, Giorno della memoria delle vittime del terrorismo

di Francesco Mazzucchelli

Si celebra domani 9 maggio il Giorno della memoria istituito nel 2007 per commemorare “tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice”. Le cerimonie ufficiali si svolgeranno oggi al Quirinale, con la partecipazione del Presidente della Repubblica Napolitano (che nel suo discorso, riferendosi a Ustica, parla apertamente di “intrighi internazionali e opacità da parte di corpi dello Stato”).

Certamente questi momenti di commemorazione istituzionale del periodo dello stragismo hanno la loro importanza, tuttavia non possiamo fare a meno di chiederci in che modo (e se) sia possibile costruire un ricordo collettivamente condiviso di questi eventi luttuosi quando questi stessi eventi non sono ancora leggibili in un quadro interpretativo storiografico coerente e privo di ambiguità, anche a causa del fatto che molti documenti sono ancora coperti dal segreto di stato. Si può fare memoria senza storia, o meglio (per usare una parola “forte”) senza verità?

Il 9 maggio del 1978 veniva ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro, ucciso dalle Br. Lo stesso giorno, in Sicilia, la mafia uccideva il giovane Peppino Impastato che, dalle frequenze della sua piccola radio libera, aveva osato sfidare i boss locali.

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