Memoria privata e memoria pubblica a trent’anni dall’assassinio di Walter Tobagi

di Daniele Salerno
Il 28 maggio si ricordano due eventi legati alla storia degli anni di piombo: la strage del 1974 di Piazza della Loggia a Brescia, di cui è ancora in corso il processo, e l’assassinio di Walter Tobagi.Vorremmo in particolare soffermarci sul caso Tobagi e sul libro Come mi batte forte il tuo cuore, scritto dalla figlia Benedetta e pubblicato l’anno scorso presso la casa editrice Einaudi.

Walter Tobagi – giornalista del Corriere della Sera, sindacalista e storico – fu ammazzato alle 11 del mattino di trent’anni fa dal gruppo terrorista di estrema sinistra Brigate XXVIII marzo. La ‘colpa’ di Tobagi è essersi interessato di ogni evento legato agli anni di piombo fornendo “nomi e interpretazioni“, come scrive Roberto Saviano nella recensione apparsa su Repubblica, in questo modo firmando la propria condanna a morte.

Benedetta Tobagi nel 1980 aveva solo 3 anni e suo padre soltanto 33, l’età che ora ha sua figlia. Il libro è il tentativo di ricostruire la figura del padre, a partire dai ricordi degli altri, dai pochissimi e vaghi ricordi personali e soprattutto dai documenti d’archivio dell’epoca.

Ci troviamo di fronte alla testimonianza di chi per prima è stata colpita dalla violenza di quegli anni. Ma allo stesso tempo davanti al tentativo di riflettere, attraverso il filtro della propria memoria privata, sulla storia di quegli anni. Una memoria dunque che chiede anche di essere condivisa e diventare memoria pubblica.

Benedetta Tobagi,
Come mi batte forte il tuo cuore . Storia di mio padre
Einaudi, 2009
pagg. 302

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