Presentazione del libro “Io non dimentico”, Bologna, Galleria Acquaderni (libreria Feltrinelli) 14 ottobre, ore 18

di Francesco Mazzucchelli

Questa sera, alle ore 18, alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana di Bologna verrà presentato il libro Io non dimentico, un’iniziativa editoriale a cura della redazione bolognese di La Repubblica e pubblicato da Feltrinelli. Il libro raccoglie alcune testimonianze sulla strage di Bologna inviate dai lettori di Repubblica: racconti individuali che ci offrono una prospettiva soggettiva su quello che resta uno degli episodi più tragici e oscuri della storia del nostro paese. Le testimonianze sono introdotte da un racconto inedito di Stefano Benni a partire dal suo personale ricordo della strage. Qui lo speciale on line.

Intanto, sempre Repubblica in questi giorni sta promuovendo un documentario – prodotto dall’Associazione Pereira e Arcoiris Tv, in collaborazione coi Modena City Ramblers – in cui a parlare sono questa volta non i testimoni diretti della strage, ma le nuove generazioni: giovani bolognesi tra cui molti studenti. Le conclusioni: gran parte dei giovani sa poco o nulla di quanto successe il 2 agosto e per molti gli autori della strage furono i brigatisti rossi.

Anche il nostro centro, qualche mese fa, ha tentato una piccola ricognizione nel campo delle post-memorie (così vengono definite le memorie di chi non ha partecipato da testimone “contemporaneo” ad un determinato evento) della strage, basandosi su un campione di studenti del dipartimento di comunicazione dell’università di Bologna. Anche in questo caso, i risultati (con tutte le attenuanti del caso: la nostra indagine ha preso in considerazione un campione esiguo e non statisticamente rappresentativo) sono stati tutt’altro che confortanti, e hanno anzi messo in evidenza conoscenze storiche confuse, in certi casi al limite della fantapolitica.

Ci chiediamo: si tratta solo di ignoranza, di mancanza di interesse, di programmi scolastici arretrati? O sarebbe più corretto parlare di un disturbo collettivo della memoria, un oblio che deriva – come abbiamo più volte messo in evidenza in questo blog – dall’impossibilità di reintegrare in una narrazione collettiva una pagina di storia così densa di misteri e di segreti?

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