Sono passati quattro anni da quando L’Aquila fu colpita da un terremoto di magnitudo 6.3, nell’aprile del 2009. Ma come ci dicono i telegiornali in questi giorni, per L’Aquila è come se fosse successo l’altro ieri. Il centro è ancora chiuso, e molti aquilani vivono ancora sparsi per hotel e soluzioni temporanee.
L’Aquila, 4 anni dopo: shock economy all’italiana
Correva l’anno 1977
Correva l’anno 1977.
L’11 marzo viene ucciso a Bologna Francesco Lorusso. Siamo nel bel mezzo di un periodo delicato in cui il Partito Comunista Italiano, dopo il grande successo alle elezioni nazionali dell’anno precedente, cerca di controllare un nuovo movimento studentesco in fermento.
Oltre il Sessantotto: dopo maggio, il riflusso
Quest’anno il Sessanotto compie 45 anni. Superata la soglia dei 40 anni, quando i riti di commemorazione dell’annus mirabilis raggiunsero l’apice, forse nel 2013 si potrà finalmente tracciare una linea divisoria tra storiografia e memorialistica? Intanto, alla 69a Biennale di Venezia, nell’estate del 2012, fu presentato un film che affronta la memoria del ’68 da un punto di vista diverso. Après mai (‘Qualcosa nell’aria’, nell’edizione italiana)
Siamo tutti antifascisti! Riflessioni sulla fine della politica
Dopo l’arrivo del governo tecnico di Mario Monti, gli scandali del finanziamento pubblico dei partiti, e il successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, l’entrata in scena di Matteo Renzi ha dato un’ulteriore scossa alla politica italiana. Sempre di più c’è l’impressione che l’ideologia stia scomparendo:
La mia bandiera: per una storia completa della Resistenza antifascista
Parlando della memoria privata del ’68 in Italia, John Foot ha sostenuto – nel suo contributo al ricco volume Memories of 1968 del 2008 – che alcuni silenzi individuali, collettivi e storici si fondano su aspettative rispetto a ciò che andrebbe ricordato o, al contrario, dimenticato.
Terrorism Italian style. Il terrorismo nel cinema italiano (parte I)
L’ultimo film di Marco Tullio Giordana sulla strage di Piazza Fontana, Romanzo di una strage, ha riconfermato una tendenza caratteristica dell’Italia contemporanea: quella di raccontare ed interpretare la storia tramite il cinema. Questo porta ovviamente con sé il rischio di dare una versione incompleta o non autentica dei fatti, oppure di creare confusione.
Quando la violenza è di Stato
Qualche settimana fa è andato in onda, sul canale La7, il documentario 148 Stefano – Mostri dell’inerzia (2011) sul caso Stefano Cucchi, il ragazzo morto in circostanze sospette all’ospedale romano Sandro Pertini, il 22 ottobre del 2009, dopo essere stato fermato per droga.
Dal basso alla bassa: la lezione dell’Aquila
A più di un mese dal terremoto in Emilia Romagna, con le scosse del 20 e del 29 maggio, l’attenzione mediatica comincia a calare su questa tragedia. Nonostante le gambe ancora si paralizzino ad ogni leggera vibrazione del suolo (anche per la sottoscritta che vive vicino alle zone più colpite), pian piano si torna alla vita normale.
L’errore di nascondersi dietro ai “fantasmi armati” degli anni ’70
Con la “gambizzazione” dell’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare a Genova, il 7 maggio, si torna a parlare degli anni ’70. Non è la prima volta. Anche dopo gli scontri a Roma del 14 dicembre 2010 qualcuno ha fatto riferimento ad un “clima da anni 70”. Sembra davvero che gli “anni di piombo” siano una specie di fantasma che continua a tormentare il paese. Ma non nel senso che dice Benedetta Tobagi nel suo commento su La Repubblica dell’8 maggio, se fosse solo per il contesto diverso in cui
Il trauma del G8 in Diaz: una commissione per la verità e la riconciliazione?
A poche settimane dall’uscita di Romanzo di una strage, il nuovo film di Marco Tullio Giordana su Piazza Fontana, nelle sale italiane arriva un altro brutto ricordo del nostro passato: Diaz. Non pulire quel sangue (Daniele Vicari, 2012). Un film difficile che fa discutere ancora di più, soprattutto per la distanza minore che lo separa dai fatti traumatici rappresentati, cioè la violenza esercitata dalla polizia sui manifestanti no global che si trovarono all’interno della ex-scuola A. Diaz,


