Memoria e arte contemporanea tra Kazuo Ohno e Louise Bourgeois

di Daniele Salerno

Kazuo Ohno in una fotografia del 1977 di Naoya Ikegami, divenuta poi copertina di un album del gruppo Antony & The Johnsons

A distanza di pochi giorni l’uno dall’altro se ne sono andati due artisti che hanno attraversato letteralmente tutto il XX secolo: Kazuo Ohno e Louise Bourgeois. Seppur diversissimi tra loro, Ohno e Bourgeois hanno in comune lo sforzo di elaborare e rappresentare attraverso l’espressione artistica il proprio vissuto personale, che è divenuto però spesso anche emblema di una storia e di una memoria comune (quella del Giappone e dei movimenti femministi e queer).

Questo è indubbiamente il caso di Kazuo Ohno, maestro della danza Butoh giapponese. Il Butoh nasce compiutamente alla fine degli anni Cinquanta per opera di Tatsumi Hijikata e rappresenta sia un tentativo di rottura degli schemi del teatro tradizionale giapponese, sia una reazione al nuovo assetto socio-politico venuto fuori con la fine dell’occupazione del Giappone da parte degli Stati Uniti (1952). In molti vedono anche nel movimento Ankoku-Butoh (danza dell’oscurità) il tentativo di dare forma e rappresentazione al trauma della seconda guerra mondiale e soprattutto alla sofferenza causata dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Kazuo Ohno ha rappresentato in questo il vertice della storia del Butoh, dando forma, con il suo stesso corpo, non solo alle conseguenze di quegli eventi ma anche al crollo dei valori fondanti della società nipponica.
La sua opera, accanto a quelle di Yukio Mishima e Nagisa Oshima, ci racconta la crisi di un sistema di valori che è anche una interrogazione sul passato e sulla memoria storica del Giappone.

Louise Bourgeois in una fotografia del 1982 di Robert Mapplethorpe

Louise Bourgeois, nata in Francia ma di cittadinanza americana dal 1951, ha da sempre posto al centro del suo lavoro la memoria autobiografica, spesso intrecciando il suo lavoro con la riflessione psicanalitica: “considero l’intero corpo del mio lavoro un diario. Esso assume solo mezzi espressivi diversi”, afferma in un’intervista. Nell’intreccio tra riflessione sulle dinamiche psichiche, affettive e più profondamente pulsionali del ricordo, l’opera di Bourgeois ha incontrato la riflessione del movimento femminista e queer, divenendo così anche interrogazione sul femminile e sul ‘subalterno’.

Le opere di Bourgeois e Ohno pur partendo dall’esperienza singolare e soggettiva del corpo e del ricordo personale, riescono a divenire parte di una memoria collettiva: la storia e la memoria del Giappone del XX secolo come la storia e la memoria dei movimenti femministi e queer trovano in questi due artisti sia due protagonisti sia due importanti narratori.

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