La strage di Bologna: una memoria divisa a trent’anni dalla strage

di Daniele Salerno

Una delle immagini simbolo del 2 agosto 1980

Domani a Bologna si commemoreranno i 30 anni della strage della stazione. L’atto terroristico, compiuto da Francesca Mambro e Valerio Fioravanti membri del gruppo neofascista NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), costò la vita a 85 persone e ne ferì altre 200. Si trattò del più grave e sanguinoso atto terroristico della storia d’Italia. A oggi non è ancora stata fatta piena luce su quell’evento.

Abbiamo discusso diverse volte in questo blog della difficoltà che le commemorazioni delle stragi hanno incontrato negli ultimi trent’anni. E lo abbiamo fatto anche in un incontro pubblico organizzato presso la sede del Centro TRAME il 5 maggio scorso.

Gli eventi degli ultimi mesi  hanno  messo a nudo in maniera ancora più forte i problemi relativi al fare memoria delle stragi e in particolare di quelle bolognesi: la strage dell’Italicus (6 agosto 1974), la strage di Ustica (27 giugno 1980), la strage di Bologna (2 agosto 1980) e la strage di Natale (23 dicembre 1984). Queste quattro stragi sono al centro della costruzione identitaria stessa della città come rivela l’allestimento della mostra fotografica organizzata a Palazzo d’Accursio dove la storia per immagini della città tra il 1974 e il 1981 ha al suo centro il cuore tragico di quegli anni: le tre stragi di matrice neofascista ai treni e la strage di Ustica, che investe molto probabilmente un problema più complessivo di sovranità nazionale.

Questi quattro eventi, nella diversità dei protagonisti coinvolti e del momento storico in cui avvengono, interrogano la tenuta stessa delle nostre istituzioni e la loro natura democratica. Se la democrazia è trasparenza, il segreto di stato che avvolge le stragi non permette di capire e ricostruire ciò che veramente accadde in quei giorni.

Come fare memoria di un segreto?
E come rendere questa memoria, una volta chiarita e resa versione accertata dei fatti dalla magistratura e dagli storici, condivisa? Si evidenzia qui la stretta relazione tra l’azione del fare insieme memoria, il problema della verità e quello della giustizia.

Per la strage di Bologna quest’anno si è fatto un ulteriore passo indietro rispetto la costruzione di una memoria condivisa dell’evento. La cerimonia è infatti stata modificata separando il momento di commemorazione istituzionale, che si terrà alle 8:30 nell’aula del Consiglio Comunale di Bologna, da quello popolare, che si terrà come di consueto in Piazza Medaglie d’oro. A questo si è aggiunto il rifiuto del governo a mandare un ministro a commemorare la strage, per evitare i fischi che ormai ogni anno accoglievano il rappresentante dell’esecutivo.

Si rimanda al programma completo delle commemorazioni. E si segnala la mostra fotografica Io sono testimonianza presso Sala Borsa dove, attraverso una serie di dittici, alcuni sopravvissuti offrono il loro racconto dell’evento.

Di seguito il trailer di 10:25, un cortometraggio sulla memoria della strage opera degli studenti di Scienze della Comunicazione e di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna.

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