Un memoriale per i caduti di pace? Riflessioni a margine di una proposta

di Daniele Salerno

 

Il memoriale per gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra

 

Il 17 settembre del 2009, in seguito alla morte di sei paracadutisti italiani in un attentato a Kabul, il Sole 24 ore lanciò un concorso informale tra architetti e artisti per la costruzione di un memoriale italiano per i caduti di pace. A quella proposta aderirono una trentina di firme con altrettanti schizzi per un progetto possibile.

La proposta del Sole 24 Ore è meritevole d’attenzione in particolare perché pone due ordini di problemi. Primo:  un problema di definizione rispetto a ciò che chiamiamo “missione di pace” e rispetto a ciò che oggi chiamiamo “guerra”. Secondo: il memoriale mette in forma e rende visibile due soggetti, colui che viene ricordato e colui che ricorda. Allora: chi sono i caduti di pace? La comunità nazionale si definisce in questi casi come comunità di ricordo, ma in che modo? Quale idea abbiamo di nazione? Che vuol dire, in questi casi, “unità nazionale” ed essere “cittadino italiano”?

I monumenti, i memoriali e le statue non sono semplicemente opere architettoniche e artistiche di abbellimento delle città: quando un esercito conquista il paese avversario la prima cosa a cadere, come ci insegna l’ultima guerra in Iraq, è la statua del capo dello stato nemico. Se ritorniamo al nostro paese e all’oltraggio al memoriale per Falcone e Borsellino di quest’estate, possiamo vedere quanto colpire un monumento o un memoriale continui a essere un atto simbolico forte. Ricordiamo ancora i fatti bolognesi: una semplice lapide apposta dall’Unesco alla stazione di Bologna nel luogo dell’esplosione del 2 agosto, dichiarato quest’estate luogo simbolo di pace, ha causato polemiche e proteste perché in essa  la strage della stazione viene definita “terroristica” e non “fascista”. Si discute oggi se e come togliere quella lapide e sostituirla: nuovo capitolo sui modi, non ancora condivisi, di ricordare quella strage.

Se un monumento o un memoriale è il luogo in cui prendono forma e visibilità i valori comuni di un soggetto collettivo (la nazione o la città in questi casi), la sua costruzione è prima di tutto una negoziazione sui principi che ispirano la vita collettiva e una condivisione della memoria della comunità. Le statue e i monumenti che hanno più di recente trovato posto nelle piazze italiane facendo molto parlare la stampa sono dedicate a personaggi famosi (Manuela Arcuri) o a precise categorie di lavoratori (per esempio il monumento al camionista o alla lavandaia a Bologna). Al dissolversi di un tessuto di valori comuni condivisi corrisponde così una caduta progettuale.

One Comment to “Un memoriale per i caduti di pace? Riflessioni a margine di una proposta”

  1. Leggo soltanto oggi del “concorso informale” lanciato da “Il Sole 24 ore” in seguito alla morte di 6 para’ italiani nell’attentato di kabul e chiedo se sono ancora in tempo a inviare una proposta. Cordiali saluti. Emilio Fornasa

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