Sul libro di Javier Cercas (e su come Churchill è diventato un cantante pop)

di Daniele Salerno

“Verso la fine del marzo 2008 ho letto che, stando a un sondaggio pubblicato nel Regno Unito, un quarto degli inglesi pensa che Winston Churchill sia un personaggio di finzione”. Così comincia il nuovo libro di Javier Cercas Anatomia di un istante. L’istante a cui si riferisce il titolo è quello dell’irruzione nel Congresso spagnolo del colonello Tejero, uno dei militari che il 23 febbraio 1981 tentarono il colpo di Stato.

Come per il sequestro di Aldo Moro in Italia, il golpe del 23 febbraio rappresenta per gli spagnoli un flashbulb: tutti ricordano dov’erano nel momento in cui hanno appreso la notizia del golpe.
Si tratta, nei casi dei flashbulb, di un momento di forte discontinuità nella vita dei singoli, in cui individuale e collettivo si sovrappongono perfettamente. E ancora come per il caso Moro in Italia, anche sul 23 febbraio gli spagnoli hanno sviluppato una serie di “false memorie”: molti credono di aver visto in diretta l’irruzione, quando le immagini di Tejero circolarono sulle TV solo a golpe finito (meno di 24 ore dopo).

Cercas si interroga su quelle immagini e sulle dinamiche di quell’evento, rimasto per alcuni versi oscuro. In particolare si interroga sui tre personaggi rimasti in piedi al centro dell’emiciclo a presidiare il parlamento, improvvisamente deserto e attraversato dalle pallottole: il capo del governo Adolfo Suarez, il segretario del Partito comunista spagnolo Santiago Carillo e il ministro Gutiérrez Mellado.

Quella di Cercas è soprattutto una riflessione profonda e molto attuale sul rapporto tra storia e fiction. Un argomento che lui stesso affronta nel prologo/epilogo che apre il libro. Che oggetto narrativo è Anatomia di un istante? Un romanzo storico o un libro di storia? Che rapporto c’è tra fiction e storia nei processi di costruzione della memoria collettiva?

Alcuni mesi dopo l’uscita del libro di Cercas l’incipit di quel romanzo andrebbe aggiornato: l’orchestra della RAF (Royal Air Force) ha pensato di campionare i discorsi di Winston Churchill per festeggiare il novantesimo anniversario dell’aviazione militare inglese (probabilmente ispirandosi ai Black Eyed Peas, supporter di Obama). All’inizio di ottobre Churchill, che come scrive Cercas è già un personaggio tra storia e fiction per tanti inglesi, è divenuto anche un’icona della pop music.

 

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