Risorgimento Pop: il teatro de-menziale e de-celebrativo di Daniele Timpano

di Daniele Salerno

Il cadavere di Giuseppe Mazzini realizzato da Francesco Givone

Daniele Timpano mette in scena il Risorgimento. Questa è almeno la promessa che fanno da subito Timpano e Gaetano Ventriglia rivolgendosi al pubblico in sala: fare uno spettacolo didattico sul Risorgimento.

Risorgimento Pop. Memorie e amnesie conferite a una gamba, in scena fino al 17 dicembre a Teatri di vita di Bologna, comincia con i due attori sul fondo della scena con in testa un drappo bianco e illuminati da una luce rossa e una verde. Vestiti da preti i due scoprono il capo, come si fa sollevando i drappi all’inaugurazione dei monumenti; inforcano poi gli occhiali da sole e cominciano a ballare sulle note di One more time di Britney Spears.

Qui comincia l’opera: un Risorgimento destrutturato, decostruito e “decelebrato”. E a decelebrarlo ci pensa lo stesso Timpano che interrompe la narrazione storica con alcuni inserti da telenovela sudamericana (Anita era una povera extracomunitaria, ci ricorda Timpano)  in cui si racconta la morte di Anita Garibaldi tra le braccia del suo Giuseppe  (Timpano in realtà mette in scena alcune versioni effettivamente circolate sulla morte di Anita, compresa quella dello strangolamento della moglie da parte di Garibaldi stesso. Oltre a ricordarci che di telenovelas sulla storia d’amore tra i due ne esistono, come potete voi stessi verificare su youtube). Inserti che si concludono con un “sarebbe stato bello se questo fosse avvenuto ma in realtà non è successo”.

Facendo incontrare Giuseppe Garibaldi e Britney Spears, Timpano mostra la cornice narrativa che invera le narrazioni pop: non mette in scena il Risorgimento ma mette in primo piano, smontandolo, il quadro retorico con cui questa storia ci è sempre stata narrata. E lo fa fin dall’inizio spiegando che lo spettacolo è stato pensato per i 150 anni dell’Unità d’Italia “perché così magari si fa qualche soldo in più”.

Timpano e Ventriglia cercano infine di far fare la pace ai due padri della patria, Giuseppe (Peppino) Garibaldi e Giuseppe (Pippo) Mazzini, dopo aver fatto passare ciò che resta dei due cadaveri degli eroi nazionali dal dispositivo teatrale assurdo, demenziale e decelebrativo messo in piedi da Timpano. I due cadaveri si rifiutano però di risorgere. Un po’ come l’Italia di oggi.

Risorgimento pop. Memorie e amnesie conferite a una gamba

di Daniele Timpano e Marco Andreoli
con Daniele Timpano e Gaetano Ventriglia
disegno luci Dario Aggioli
cadavere di Giuseppe Mazzini realizzato da Francesco Givone
musiche aggiuntive Marco Maurizi
produzione amnesiA vivacE, Circo Bordeaux, RialtoSantambrogio, Voci di Fonte
In scena a Teatri di vita fino al 17 dicembre 2010

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