‘Non mi ricordo’: storia di una memoria persa e ricostruita

di Daniele Salerno

Nel 2004 Umberto Eco ha pubblicato un romanzo illustrato dal titolo La misteriosa fiamma della regina Loana. Nel libro si narra la storia di Yambo, bibliotecario milanese che a causa di un ictus perde la memoria. O meglio perde la memoria autobiografica: non sa se è sposato, come si chiama e se ha figli, anche se ricorda perfettamente citazioni di libri, canzoni ed eventi storici (preserva quella che gli psicologi chiamano memoria semantica). Yambo lotta contro la nebbia che avvolge i suoi ricordi personali e cerca di recuperare le tracce del suo passato: i libri letti da piccolo, i quaderni scolastici, le lettere, i luoghi dell’infanzia.

All’uscita di quel libro alcune recensioni, ancora disponibili sul web, parlavano di una trama godibile pur se improbabile (ammesso che la letteratura debba essere solo il racconto del probabile e del possibile). Lo spettacolo “Non mi ricordo” di e con Giuseppe Mainieri e Ginetta Maria Fino  ci rivelano che la storia di Yambo non è poi così lontana dalla realtà.

Nel 1996, Giuseppe Mainieri, detto Pino,  ha un grave incidente in moto. Il medico che lo opera comunica, crudamente, alla moglie Ginetta e al figlio Tiziano che il cervello di Pino “è stato shakerato” nell’impatto e il paziente, in coma profondo, probabilmente non si risveglierà mai più.

Pino invece si risveglia dal coma, ma non ricorda quasi più nulla della sua vita. Lo spettacolo è la storia di Pino, raccontata da Pino medesimo e da sua moglie, alla ricerca di se stesso e dell’amorevole e paziente opera di Ginetta che cerca di restituirgli/ricostruirgli la memoria. 

Giuseppe Mainieri e Ginetta Maria Fino nel 1977

Ginetta recupera le trecentocinquanta pagine di lettere che Pino le ha inviato durante il servizio di leva tra il 1974 e il 1975 (alcune  lette da Ginetta nello spettacolo), affinché gli restituiscano alcuni di quei ricordi perduti nell’incidente. Il 19 marzo 2003, per i venticinque anni del matrimonio, Ginetta e Pino celebrano nuovamente la loro unione (il video della cerimonia viene proiettato all’interno dello spettacolo). Tre testimoni, il figlio e il nipote di Pino e la sorella di Ginetta, testimoniano la “realtà” del primo matrimonio, quello del 1978, che Pino non ricorda più.

La storia di Pino e Ginetta, raccontata dagli stessi protagonisti, è interessante sotto tanti punti di vista. Ci atteniamo a quelli di ‘studio’ e semiotici: il rapporto tra documento (o documentalità come si esprimerebbe probabilmente Maurizio Ferraris) e realtà sociale; il rapporto tra memoria, testimonianza e comunità; il rapporto tra narrazione e soggetto che in essa si riconosce divenendone l’“io” narrante e narrato. E ci sarebbe anche da lavorare, dal punto di vista etnografico, sul corpus di lettere di Pino.

Lo spettacolo però va, ovviamente, molto al di là di tutto questo, e spinge lo spettatore a interrogarsi sulla vita e sul senso dello stare e del vivere insieme. Su questo però lasciamo al lettore giudicare personalmente, recandosi alla prima occasione a vedere lo spettacolo.

3 commenti to “‘Non mi ricordo’: storia di una memoria persa e ricostruita”

  1. Questo magnifico articolo mi era ”sfuggito”. Grazie. E’ affascinante come, di volta in volta, attraverso gli ambiti professionali di coloro che si avvicinano al nostro lavoro, io stessa scopra ed impari a conoscere meglio il mio stesso spettacolo. Connessioni, ” il rapporto tra memoria, testimonianza e comunità; il rapporto tra narrazione e soggetto che in essa si riconosce divenendone l’“io” narrante e narrato. E ci sarebbe anche da lavorare, dal punto di vista etnografico, sul corpus di lettere di Pino.”
    Grazie Daniele per l’onore che ci hai reso venendo nello Studio Piero Casadei per vedere il nostro NON MI RICORDO e scrivendo questa interessante pagina.
    E’ possibile far sapere ad Umberto Eco dell’esistenza di questo nostro lavoro in rapporto alla sua storia di Yambo?
    Grazie di cuore. Ginetta Maria Fino

  2. Il lavoro di Ginetta e Pino (1): primavera, estate.
    Il romanzo di Eco (2): autunno, inverno…
    1 caldo; 2 freddo.
    1 conoscenza; 2 supposizione – o supponenza? – intellettuale.
    1 vitalità; 2 agonia.

    Eco è intelligente, ma dove avrà messo il cuore?

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