Piazza della Loggia: il racconto della strage in una graphic novel

di Daniele Salerno

Nelle prime pagine della graphic novel Piazza della Loggia. Non è di maggio, pubblicata da Becco Giallo, sono riportati gli estratti di una lettera di Lorenzo Pinto, fratello di Luigi  morto nell’attentato di Brescia del 1974:

Da molto tempo le stragi non sono più raccontate. Commemorate sì, ma ridotte a eventi lapidari. La memoria è duratura se è un racconto ripetuto: racconto, cioè svolgimento narrativo e non rappresentazione di un evento isolato.

Questo passaggio racchiude e descrive perfettamente il prezioso lavoro di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio.

Se la commemorazione è un atto di ricordo concentrato temporalmente su un momento finale e puntuale che viene quasi decontestualizzato, il racconto è il tentativo di dipanare e ricostruire quei tanti fili narrativi che dall’evento si estendono verso il passato – i mesi e gli anni precedenti a quel tragico 28 maggio 1974 – e arrivano fino al nostro presente.

Se la logica commemorativa lavora isolando e proponendo, a volte ossessivamente, fotogrammi, attimi e simboli cristallizzati – la voragine nel pavimento della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, la registrazione audio dello scoppio della bomba di Brescia, l’orologio della stazione di Bologna –, il racconto riordina e ricostruisce i fili narrativi che costituiscono l’evento, ridando senso alle immagini e ai suoni che sempre più spesso vengono ridotti ai brandelli dell’“immagine di repertorio”.

Così Piazza della Loggia non inizia, come ci aspetteremmo, dalle immagini della strage, ma si apre su una fabbrica vuota e con i ricordi di un operaio che racconta il clima che si respirava a Brescia nel 1969. E continua con Manlio Milani, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia, che racconta la storia dei “ragazzi della CGIL Scuola”, quelli che morirono nella strage.

La scelta di Barilli e Fenoglio è molto significativa: di solito entriamo in queste storie a partire dalla fine – dal momento puntuale della tragedia – e ricostruiamo l’identità delle vittime a ritroso a partire dalla loro tragica morte. Il racconto di Milani, per come è inserito nell’intreccio, ricostruisce l’identità delle vittime privilegiando prima di tutto la dimensione politica e umana delle loro vite, più che le circostanze della loro morte e il loro “statuto di vittima”.

Alle storie personali e alla dimensione più “emotiva” del racconto di Milani, segue la ricostruzione della storia politica e della cronaca degli anni dell’eversione nera (1969-1974), con l’intervista allo storico Aldo Giannuli e al racconto dei fatti che precedettero e prepararono la strage di Piazza della Loggia.

Arriviamo così al 28 maggio 1974, al racconto del giorno della strage. Le tavole riproducono con dovizia le immagini che appartengono alla memoria pubblica e mediatica dell’evento e riportano le parole che molti di noi hanno ascoltato in televisione o in radio nelle occasioni commemorative.

Ma qualcosa è cambiato: le 120 pagine che precedono il racconto della strage costruiscono per quelle immagini un nuovo piano di leggibilità. Conosciamo ora la storia delle vittime, il perché fossero lì; conosciamo meglio il clima in cui maturarono gli eventi e le storie che in quella piazza si intrecciarono.

Barilli e Fenoglio nel loro lavoro sottraggono la memoria di Piazza della Loggia a un uso “lapidario”, per dirla con Pinto, e le restituiscono una profondità temporale che non si riduce al momento puntuale e finale dell’esplosione di una bomba, ma arriva fino a noi.

Nel capitolo 5, intitolato “Sotto una gru” i due autori mettono insieme la Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 con la Brescia che si ritrova una mattina d’inverno del 2009 a difendere dei lavoratori immigrati che protestano su una gru: “ecco dov’è finita la Brescia che quaranta anni fa seppe opporsi compatta alla violenza fascista. La stessa che oggi si è mobilitata a sostegno di sei operai. Con la stessa ferma determinazione. Con la stessa dignità di allora”.

Francesco Barilli e Matteo Fenoglio
Piazza della Loggia
Volume 1: non è di maggio
BeccoGiallo, 2012
pp. 224, € 16,90

 Il secondo volume, imperniato sugli sviluppi processuali dal 1974 a oggi, è in corso di preparazione.

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