Archivi mediali. Metodologie di indagine tra storia, semiotica e studi culturali

di Centro TraMe

Immagine 4Si apre oggi presso l’Università di Salerno il convegno  Cantieri di storia, organizzato dalla Società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO).  L’evento, giunto alla sua settima edizione, si pone l’obiettivo di dare un quadro della ricerca in Italia nell’ambito dello studio della storia contemporanea. Domani, 11 settembre e con inizio alle 9:30, SISSCO ospiterà il panel Archivi mediali. Metodologie d’indagine tra storia, semiotica e studi culturali. La sessione, coordinata da Daniele Salerno (Università di Bologna), vedrà la partecipazione di Francesco Farinelli (Università di Bologna), Enrico Gaudenzi (Università di Siena) e Ruggero Ragonese (Università di Bologna). Discuteranno con i relatori Cristina Demaria (Università di Bologna) e Antonella Salomoni (Università della Calabria).

Qui è possibile trovare il programma completo di Cantieri di Storia.

Di seguito la presentazione del panel “Archivi mediali. Metodologie d’indagine tra storia, semiotica e studi culturali”

L’archivio dello storico contemporaneo è fatto di suoni, immagini-movimento, fotografie, parole impresse sulla carta o catturate in forma vocale su diversi supporti di registrazione arrivando, infine, ad  includere il web nella sua forma 1.0 o 2.0. Questi oggetti, per loro natura, pongono allo storico nuovi problemi di natura metodologica.
Su questo terreno l’indagine storica incontra la semiotica, in quanto disciplina che studia i sistemi di segni e le diverse forme della testualità, e la semiotica della cultura come disciplina che studia la correlazione tra i diversi sistemi segnici e dunque tra le diverse forme testuali. Un incontro che avviene all’interno di quel grande arcipelago di interessi interdisciplinari che ruota attorno al problema del rapporto tra discorso e potere a cui, nella tradizione anglosassone, ci si riferisce con l’espressione cultural studies.
Il panel vuole interrogarsi attorno a questi diversi oggetti testuali che pongono, secondo le differenti prospettive disciplinari, inediti problemi di natura metodologica: come l’approccio sincronico al testo, tipico delle metodologie semiotiche, può completarsi con lo sguardo inevitabilmente diacronico dello storico? E come l’interesse cultural può proporsi come punto di incontro tra le diverse prospettive disciplinari?
Gli interventi vogliono mostrare, con esempi concreti di analisi, la relazione tra le varie e diverse forme mediali e le scelte operative metodologiche compiute dall’analista che, dalla propria prospettiva disciplinare, si avvicina all’oggetto testuale con un interesse di tipo “culturologico”. Come i vari sistemi di rappresentazione si costituiscono come forme di elaborazione simbolica del passato? E come tali sistemi possono essere letti, attraverso la pratica metodologica, di volta in volta come “impronta” del contesto storico-sociale che li ha generati oppure come indice delle trasformazioni intervenute nello sguardo che dirigiamo, dal presente, sugli eventi del passato?

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