Strategie della memoria a Berlino: ricordando il Muro

di Laura Guttilla
Celebrazioni per la caduta del muro (foto di Laura Guttilla)

Celebrazioni per la caduta del muro (foto di Laura Guttilla)

Anche quest’anno Berlino celebra la caduta del Muro che – il 9 novembre 1989 – ha segnato una nuova era per la storia mondiale. Lo fa con la sobrietà che caratterizza i tedeschi, non inclini – dopo i festeggiamenti del ventennale  – a celebrare troppo una barriera scomoda anche dopo il suo abbattimento. Il Muro è trattato come qualcosa di estinto e lontano dalle istituzioni della Germania unita, un ospite scomodo – un palo infilzato nella carne della città tedesca lo aveva definito Müller,  – di cui finalmente ci si è riusciti a liberare. Peccato che la città, la Berlino metropoli contemporanea che tutti conosciamo, parli ancora a quel Muro nonostante siano passati oramai 24 anni dall’apertura delle frontiere.

Lo scorso anno la visita alle celebrazioni per la caduta del Muro mi lasciò molto sorpresa: si concentravano tutte al Gedenskätte Berliner Mauer, l’immenso spazio memoriale nel cuore di Bernauer Strasse. Una cerimonia commuovente in cui, dopo un momento di preghiera collettivo nella piccola Cappella della Riconciliazione, ci si raccoglieva in silenzio e si portavano candele accese a ridosso del Monumento Nazionale dedicato alle vittime del regime socialista. Una cerimonia composta, con molti giovani provenienti dalle scuole berlinesi a testimoniare l’attenzione del sistema scolastico a quel delicato e controverso pezzo di storia nazionale. Tutto, ufficialmente, iniziava e finiva a Bernauer Strasse, lo spazio legittimato ed espressamente dedicato a significare la memoria del Muro. La sorpresa più bella è stata, andando alla ricerca di qualche altro segno commemorativo in giro per i luoghi del Muro a Berlino, trovare fiori freschi e ceri a ridosso di quelli che erano i punti caldi della Berlino divisa: a ridosso del Reichstag, a Bornholmer Strasse, nei pressi di Postdamer Platz. Pratiche di resistenza dal basso, che diluiscono e diffondono il ricordo nelle vene del tessuto urbano e si oppongono alle formalizzate e centralizzate operazioni di commemorazione ufficiale. Il disagio vissuto dai Berlinesi, più di vent’anni dopo, è ancora forte e soltanto grazie a studi a livello profondo si possono far emergere le dialettiche di una così complessa stratificazione culturale come quella che viene, anno dopo anno, costruita dal Muro e sul Muro.

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