Memorie culturali della lotta non-violenta: incontro con Tamar Katriel

di Daniele Salerno

disobeyGiovedì 15 maggio dalle ore 15 presso la Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna (via Marsala 26), Tamar Katriel, docente presso l’Università di Haifa terrà un seminario dal titolo “Cultural Memories of Nonviolent Struggle”. L’incontro è aperto a tutti. Di seguito riportiamo una presentazione del lavoro di ricerca che la prof.ssa Katriel ci illustrerà durante il seminario (che tuttavia si terrà in inglese).

Nel seminario descriverò il percorso di ricerca che mi ha impegnata negli ultimi dieci anni e che riguarda un certo numero di progetti tra loro tematicamente legati (per la maggior parte compiuti in collaborazione con altri ricercatori). Ognuno di questi progetti, in modi diversi, ruota attorno alla costruzione delle memorie culturali delle lotte non-violente contro ingiustizia, oppressione e violenza in diversi contesti storici e politici. Nel complesso queste ricerche rappresentano un modo alternativo di inquadrare il campo degli studi sulla memoria culturale, indicando una linea di ricerca che – sebbene riconosca la centralità di conflitto e violenza nella storia umana – mette in rilievo la questione dell’azione (agency) e del self-empowerment piuttosto che la rivendicazione vittimaria.

Questa prospettiva dunque completa da una parte le ricerche relative alla commemorazione dell’eroismo di guerra e dall’altra gli studi relativi alla memorializzazione dell’oppressione e del trauma. Farò brevemente riferimento a questi studi, che includono: una ricerca in corso relativa alla commemorazione della figura del Mahatma Gandhi in India e nel mondo, ad alcune ricerche compiute in Israele e a uno studio compiuto presso l’Anti-Kriegs-Museum (museo contro la guerra) di Berlino.

Due di queste ricerche sono state scritte per un libro che sto co-curando con Anna Reading, professoressa del King’s College di Londra, nel quale si intende mettere in questione la tendenza predominante nel campo degli studi sulla memoria relativa alla commemorazione di fenomeni di violenza e orrore. I capitoli della raccolta si focalizzano su alcune tra le molteplici iniziative e azioni portate avanti da organizzazioni e movimenti sociali che, in diverse parti del mondo, operano dal basso per rendere le memorie delle lotte non-violente parte integrante dei “repertori” culturali nazionali e transnazionali, mobilitando queste memorie culturali, spesso marginalizzate, in nome di un’azione per il cambiamento sociale.

Questo filone di ricerca, focalizzandosi sull’articolazione tra lavoro memoriale e attivismo sociale, pone così l’attenzione sul ruolo che le memorie delle lotte non-violente hanno nella politica culturale del secolo passato. Per offrire un’idea di questa serie di ricerche passerò quindi brevemente in rassegna i capitoli del libro, concentrandomi poi sulle sezioni di cui sono co-autrice.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: