Nuova pubblicazione: “Traces of terror, signs of trauma”

di Centro TraMe

71-eiRSYhOLÈ appena uscito un numero monografico della rivista Vs. – Quaderni di studi semiotici dedicato ad una riflessione interdisciplinare sugli spazi della memoria di eventi traumatici. Il numero – a cura di Rob van der Laarse (Università di Amsterdam), Francesco Mazzucchelli (Università di Bologna) and Carlos Rejinen (Università di Amsterdam) – raccoglie contributi di semiologi, geografi, storici chiamati a riflettere da diversi punti di vista
su come, specialmente in Europa, il ricordo collettivo delle guerre e dei conflitti del XX secolo venga inscritto, rappresentato, conservato e comunicato in monumenti, in luoghi della memoria, in spazi museali, nelle città, nei paesaggi, in rappresentazioni mediatiche.
I saggi contenuti nel numero analizzano dunque oggetti molto diversi tra loro (una baracca abbandonata del campo di Auschwitz Monowitz, musei come la Terror Haza di Bupapest, una mostra temporanea sul massacro di Srebrenica allestita in un archivio di Budapest, un parco a tema, Stalin World, in Lituania, un un campo di prigionia della prima guerra mondiale così come viene rappresentato in un documentario, la Risiera di San Sabba e la topografia del terrore nazista in cui era collocata, il Parco Storico di Montesole) ma sono accomunati dalle questioni che aprono, in particolare riguardo al ruolo dei traumi collettivi nella formazione delle memorie culturali; alla capacità semiotica dello spazio di esprimere (comunicare e trasmettere ma anche “registrare”) memorie; alla dimensione narrativa della memoria e delle sue spazializzazioni; allo statuto delle “tracce” e alle loro trasformazioni in segni della memoria; alle modalità attraverso cui le pratiche sociali e le performances (turistiche, di commemorazione, educative) possono trasformare e risemantizzare i luoghi della memoria.

Ma uno degli interrogativi principali posto da questa raccolta riguarda proprio la dimensione europea di tali memorie: se è vero che i popoli europei hanno condiviso le esperienze belliche del XX secolo, questo passato comune rappresenta oggi la base per la costruzione di un patrimonio culturale condiviso, e quindi di un’identità europea comune o, al contrario, le diverse trasformazioni narrative cui è stato sottoposto possono innescare “conflitti interpretativi” tra memorie nazionali, locali e sopranazionali? E come la memoria dei conflitti del XX secolo entra in relazione con i più recenti conflitti alle porte d’Europa?

Il volume nasce da una collaborazione tra i curatori (e alcuni degli autori) nata grazie al progetto Terrorscapes, che si interroga proprio sulle trasformazioni nella topografia della memoria in Europa e delle sue “narrative” a seguito di eventi epocali come la fine della guerra fredda, il processo di allargamento dell’Unione Europea, le guerre jugoslave degli anni ’90 e i vari conflitti ai confini della (e dentro) l’Europa.

Saggi di: Gerry Kearns (geografo, National University of Ireland), Patrizia Violi (semiologa, Università di Bologna), Csaba Szilagyi (storico ed esperto di archeologia forense, Open Society Archives, Budapest), Patrick Naef (University of Berkeley), Cristina De Maria (semiologa, Università di Bologna), Taja Kramberger (storica, Educational Research Institute, Ljubljana), Elena Monicelli (co-coordinatrice della Scuola di Pace di Montesole).

Scarica l’indice e un estratto del volume (in PDF)

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