Comunicare il cibo: i tipi di padiglione dell’Expo Milano 2015

di Federico Bellentani

Italia(Gli autori di questo post sono Federico Bellentani e Andrea Zani).

Si è da poco conclusa l’Esposizione Universale Expo Milano 2015, che per sei mesi ha permesso a 137 paesi di presentarsi al mondo sui temi dell’alimentazione e della nutrizione.

Il primo Expo si è tenuto a Londra nel 1851 con lo scopo di promuovere e condividere le innovazioni tecnologiche e di discutere i loro effetti sociali. Expo è stato concepito come un evento dove i paesi e le organizzazioni partecipanti, insieme alla società civile, vengono chiamati a trovare soluzioni circa temi fondamentali per lo sviluppo dell’umanità.

Lo slogan “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” ha individuato i temi centrali dell’Expo di Milano. Questo slogan è stato da subito interpretato in maniera critica e programmatica. L’Expo 2015 è stato pertanto ideato come un’occasione in cui i paesi hanno mostrato soluzioni per garantire cibo sano, acqua potabile ed energia per tutti. Sul sito ufficiale, leggiamo:

Expo Milano 2015 è l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame […], dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo […].

Questi temi hanno scatenato un ampio dibattito nelle istituzioni e nella comunità scientifica, con l’obbiettivo di sviluppare proposte per assicurare un’alimentazione sana ed eliminare la fame. Il dibattito ha riguardato anche le problematiche dei paesi più ricchi: spreco di cibo, problemi di salute pubblica e disturbi alimentari. Il Governo Italiano ha anche stilato la Carta di Milano, un documento per sensibilizzare la società civile, le imprese e le istituzioni sul diritto al cibo per tutti.

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Ogni paese ha affrontato i temi dell’Expo in maniera diversa: nei contenuti, nella comunicazione, nelle architetture dei padiglioni e nelle esperienze proposte durante la visita. Ecco un tentativo di classificazione dei padiglioni dell’Expo di Milano:

  • Padiglione scientifico-tecnologico, ad esempio Russia, Stati Uniti, Quatar, Svizzera, Santa Sede.
    I paesi di questa categoria hanno sviluppato in maniera approfondita, critica e coerente i temi dell’Expo. I contenuti sono presentati attraverso il discorso scientifico, mostrando dati quantitativi e info-grafiche. L’obbiettivo è stato di informare sulla cultura alimentare e sullo sviluppo tecnologico del paese.
  • Padiglione esperienziale-emozionale, ad esempio Regno Unito, Giappone, Azerbaijan, Kazakhistan, Uruguay, Corea del Sud, Cina.
    Questi padiglioni hanno organizzato esperienze interattive e spettacolari. L’obbiettivo è stato di stupire il visitatore attraverso immagini interattive, film, musiche, danze e altre performance artistiche. Diverse esperienze sensoriali hanno completato la visita: assaggiare cibo locale, toccare la consistenza di cibi e piante, odorare i profumi e ascoltare i suoni della natura.
  • Padiglione turistico-commerciale, ad esempio Italia, Indonesia, Irlanda, Messico, Vietnam.
    In questo caso, il tema dell’Expo passa in secondo piano rispetto alla promozione economica e turistica del paese. Grande importanza è data al patrimonio industriale e artistico-culturale, a scapito dei temi dell’alimentazione e della nutrizione.

L’obbiettivo di questa tipologia è di mostrare le principali strategie comunicative che i paesi hanno utilizzato per presentare i temi dell’Expo. Tuttavia, la tipologia non è esaustiva e nessun padiglione si inserisce perfettamente in una sola di queste categorie.

Russia

Risulta così che la coerenza e la centralità dei temi dell’ Expo 2015 non siano state una prerogativa di tutti i padiglioni. Molti paesi hanno preferito approfondire altri aspetti per attirare l’attenzione del visitatore. Spesso i padiglioni si sono trasformati in una vetrina turistica, volta a presentare l’identità nazionale, il patrimonio culturale e le innovazioni tecnologiche del paese.

A manifestazione conclusa, la domanda è se i 21,5 milioni di persone che hanno visitato l’esposizione abbiano ricevuto gli strumenti necessari per una sensibilizzazione autentica sui temi dell’Expo e quale dei tipi di padiglione descritti sia stato maggiormente efficace.

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