Posts tagged ‘archivi’

4 febbraio 2014

Seminario con Giovanni De Luna: “Le vite raccontate dall’Archivio di Stato”

di Daniele Salerno

ImageGiovedì 13 febbraio dalle ore 16 presso la Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna (via Marsala, 26) il prof. Giovanni De Luna (Università di Torino), terrà un seminario dal titolo Fonti, archivi, interpretazione, dimostrazione. Esempi di ricerca. Le vite raccontate dall’Archivio di Stato. L’incontro è parte del ciclo seminariale interdottorale Dimostrare, argomentare e confutare nell’ambito delle scienze umane

Giovanni De Luna insegna storia contemporanea all’Università di Torino. E’ autore di diverse monografie. Ricordiamo tra le più recenti: Una politica senza religione (Einaudi, 2013), La Repubblica del dolore (Feltrinelli, 2011), Le ragioni di un decennio (Feltrinelli, 2009).

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21 maggio 2012

Conferenza di Michael Sheringham

di Centro TraMe

Il professor Michael Sheringham della University of Oxford terrà una conferenza giovedì 24 maggio alle ore 16, presso la Sala Rossa Scuola superiore di studi umanistici (Bologna, Via Marsala, 23). Il titolo della conferenza è Archival Memory: Foucault and After

L’incontro conclude il ciclo di seminari su “La memoria nelle scienze umane”.

30 novembre 2010

Appello per l’apertura degli archivi di stato sulle stragi

di Francesco Mazzucchelli

Nei post di questo blog ci siamo più volte occupati delle stragi che hanno costellato la storia italiana dal 1969, anno della strage di piazza Fontana, sino al 1984, con la strage del Rapido 904 (ma va ricordato che il primo episodio di stragismo nel dopoguerra risale al 1947, anno dell’eccidio di Portella della Ginestra). Ogni volta abbiamo insistito su un punto: la secretazione di gran parte dei documenti conservati negli archivi di stato riguardanti questi eventi ha di fatto non solo impedito una indagine storiografica scientifica e approfondita su quegli anni, ma anche ostacolato un processo di rielaborazione del ricordo collettivo delle stragi e di condivisione di una memoria.

Abbracciamo dunque con entusiasmo l’iniziativa, ospitata da la Repubblica, di lanciare un appello per desecretare tutti i documenti riguardanti le stragi ed aprire gli archivi a tutti i soggetti interessati, in risposta alla proposta avanzata dalla Commissione Granata di reiterare il segreto di stato per altri 30 anni.

L’appello – che vede tra i firmatari personalità come Carlo Arnoldi (associazione vittime Piazza Fontana), Paolo Bolognesi (associazione vittime della strage di Bologna), Daria Bonfietti (associazione vittime di Ustica) e tanti altri – ha già ampiamente superato le 40.000 firme.

Per firmare (e per visualizzare il testo dell’appello e i primi firmatari) clicca qui.

2 novembre 2010

Ancora sulla digitalizzazione

di Francesco Mazzucchelli

La borgesiana biblioteca di Babele illustrata da Philippe Fassier

A proposito del nostro post sulla digitalizzazione degli archivi de La Stampa di qualche giorno fa, segnaliamo il dibattito che sta animando i supplementi domenicali de Il Sole 24 Ore delle ultime settimane, inaugurato da un articolo di Hal Varian (consulente di Google) in cui l’economista fa delle previsioni sugli effetti economici dei progetti di digitalizzazione di libri che Google sta portando avanti da diversi anni. Così Varian:

Recentemente, Google ha iniziato a collaborare con molte biblioteche per digitalizzare le opere che hanno in catalogo, tutto a spese di Google, grazie a una tecnologia sviluppata ad hoc per il progetto. Il volume totale del corpus è di circa 25-30 milioni di libri. Il Google Library Project non deve essere confuso con il programma Google Publisher Partner, nell’ambito del quale gli editori sottopongono volontariamente le proprie opere a Google per la digitalizzazione e l’inserimento in catalogo.

Varian continua interrogandosi sulle questioni dell’estensione della durata del diritto d’autore e su quella delle cosiddette “opere orfane” (l’articolo completo – tradotto dall’istituto Bruno Leoni – è disponibile qui). A Varian hanno risposto domenica scorsa Stefano Mauri (presidente gruppo Gems) e Piero Attanasio (dell’Associazione italiana editori). Quest’ultimo soprattutto muove delle obiezioni alle considerazioni di Varian relative ai diritti d’autore: grazie ai nuovi accordi tra Google e editori statunitensi, infatti Google potrà adesso, in certi casi – nota Mauri – commercializzare i libri digitalizzati senza richiedere l’autorizzazione all’editore o all’autore (soprattutto per quanto riguarda titoli vecchi e fuori commercio). Ma quali sono i criteri secondo i quali Google considera fuori commercio un titolo o un autore? Si pensi, conclude Mauri, che secondo l’azienda di Cupertino Mountain View (dove Google ha sede) l’81% degli autori italiani del Novecento sono erroneamente considerati fuori commercio.

Al di là degli innegabili benefici derivanti dalla possibilità di consultare enormi cataloghi di titoli non coperti da diritti d’autore e di difficile reperimento, quale sarà la portata effettiva della rivoluzione (perché di autentica rivoluzione si tratta) intrapresa dall’azienda di Mpuntain View? Se da una parte Google potrebbe arrivare ad offrire ai navigatori una traduzione virtuale delle vertigini babeliche immaginate da Borges, quali sono, di converso, le responsabilità derivanti da un così elevato potere editoriale concentrato nelle mani di un unico soggetto privato?

Un potere che può facilmente trasformarsi (data la posizione dominante di Google su Internet) in quello di decidere cosa – nell’immenso archivio di Internet – deve essere reso disponibile e cosa no, cosa deve essere ricordato e cosa no. In che modo, ci chiediamo, tutto ciò inciderà non solo sull’editoria così come la conosciamo oggi ma anche sulle morfologie che strutturano gli archivi-memoria dell’Enciclopedia (nel senso che Umberto Eco riserva a questo termine) in cui siamo immersi?

31 ottobre 2010

Digitalizzazione e apertura degli archivi: l’iniziativa del giornale La Stampa e dell’associazione Home Movies

di Daniele Salerno

Segnaliamo l’iniziativa odierna del quotidiano La Stampa. In occasione della digitalizzazione e messa online dell’archivio dal 1867 a oggi il quotidiano torinese ha pubblicato una prima pagina impaginata come quella del 31 ottobre 1910. Sul giornale in due pagine si spiega il funzionamento dell’archivio e i modi per accedervi (purtroppo però il sito è oggi inutilizzabile a causa dei troppi accessi). L’iniziativa del quotidiano torinese è legata alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia e avvia una riflessione in corso anche a Bologna sulla digitalizzazione dei documenti sia pubblici che privati.

E’ in corso infatti a Bologna in questi giorni la manifestazione Archivio aperto 2010. Oggi fino alle 2o presso l’Istituto Parri (Via Sant’Isaia 18-20) si potranno portare film amatoriali, partecipare a visite guidate ai laboratori e ai locali di conservazione dei film, assistere a dimostrazioni tecniche di trasferimento in digitale delle pellicole. Dalle 16.00 in poi vi saranno proiezioni e presentazioni di progetti di restauro e di ricerca.

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