Posts tagged ‘dopoguerra’

27 ottobre 2010

Su forme memoriali e città I: Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia

di Daniele Salerno

La Bononia University Press ha pubblicato recentemente il libro di Francesco Mazzucchelli Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia. Il volume apre una nuova collana nella casa editrice dell’Università di Bologna dedicata a temi semiotici, curata da Patrizia Violi e Anna Maria Lorusso.
Riportiamo di seguito la quarta di copertina.

Nelle guerre moderne la città è divenuta uno degli obiettivi e delle vittime principali. Per riprendere l’efficace espressione di Paul Virilio, la strategia delle nuove guerre è oggi, essenzialmente, una strategia anti-città. Lo spazio urbano è diventato bersaglio non solo per motivi strategici, ma soprattutto per i significati che incarna: valori identitari, sociali e culturali.

Per questi motivi, spesso, le tracce lasciate dagli eventi bellici nei tessuti urbani si caricano di forti valenze simboliche e la fase della ricostruzione diventa un momento di riscrittura del paesaggio della memoria della città.

I progetti e gli interventi di restauro/ricostruzione/demolizione dei dopoguerra sono, in questa prospettiva, espressione di narrazioni collettive che stabiliscono un rapporto ogni volta diverso tra la città, l’evento bellico e la sua memoria.

Il tema delle trasformazioni urbane belliche e postbelliche viene affrontato qui attraverso l’analisi in profondità di tre città protagoniste delle guerre balcaniche degli anni ’90: Belgrado, Sarajevo e Mostar. Queste città vengono osservate con la lente del metodo semiotico che ne mette in luce le diverse riconfigurazioni dei sensi dei luoghi, tra politiche del costruire e pratiche dell’abitare.

Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia
di Francesco Mazzucchelli
Bononia University Press, 2010
pp. 343

7 maggio 2010

Quando finisce la guerra. Foto di Berlino 1945

di Francesco Mazzucchelli

Qualche giorno fa Repubblica.it ha pubblicato sul suo sito alcune bellissime fotografie che mostrano aspetti inediti dell’immediato dopoguerra berlinese. I soggetti ritratti – bambini che giocano con frammenti di ordigni, una donna che innaffia i fiori in mezzo alle rovine, una vigilessa che dirige il traffico in una città devastata dalle bombe – raccontano il lento ritorno alla normalità di una città liberata e in cui la guerra è appena finita.

Questi scatti – ritrovati recentemente nella soffitta di una casa editrice – mettono in evidenza come le fotografie possano essere al tempo stesso tracce/impronte di momenti storici passati ma anche luoghi della memoria, attraverso cui il ricordo del passato viene re-immaginato e condiviso.

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