Posts tagged ‘memoriale’

17 novembre 2014

Paesaggi della memoria. Un nuovo libro di Patrizia Violi

di Centro TraMe

3095382-9788845273742Segnaliamo la pubblicazione, per i tipi di Bompiani, di Paesaggi della memoria: il trauma, lo spazio, la storia, un libro di Patrizia Violi, direttrice del Centro TraMe, su memoria culturale, traumi collettivi e luoghi della memoria. Dalla quarta di copertina: Da Auschwitz in poi sempre più spesso oggi si incontrano, in ogni parte del mondo, luoghi di memoria molto particolari che derivano dalla trasformazione in forma museale di prigioni, campi di concentramento e sterminio, spazi dove si sono consumati orrori e violenze di massa. Cosa fare di questi luoghi che in modo così pregnante ci ricordano il male che lì si è consumato?

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18 aprile 2012

La materia della memoria. Piccole riflessioni su materialità e ricordo

di Laura Guttilla

Mai avrei pensato che, seguendo il tema della memoria, avrei incontrato l’acciaio Cor-ten: invece, come ci insegna la massima strutturalista del tout se tien, i materiali possono parlare anche di memoria. Molti dei monumenti–memoriale che sono presenti nelle nostre città – da Berlino a Palermo, passando per Pompei, Bolzano, Madrid solo per citarne alcuni – vengono prodotti in una lega di acciaio definita appunto Cor-ten che, per le sue speciali caratteristiche, è diventata  la più utilizzata dagli artisti a cui è stato commissionato l’arduo compito di fare forma alla memoria.

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23 agosto 2011

Martin Luther King è maoista: la stagione dei memoriali negli Stati Uniti

di Daniele Salerno

Domenica 28 agosto Barack Obama inaugurerà il memoriale di Martin Luther King. Si tratta di una data simbolica importante: 48 anni fa King pronunciò il discorso passato alla storia per quel vibrante I have a dream e tre anni fa Barack Obama ottenne la nomination democratica presidenziale che portò all’elezione del primo presidente afro-americano. 

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20 maggio 2011

Miguel Gotor racconta il memoriale di Aldo Moro a “il lavoro culturale”

di Daniele Salerno

Il lavoro culturale ha pubblicato sul canale youtube la registrazione audio dell’incontro con Miguel Gotor su “Il memoriale di Aldo Moro. Fonti e problemi”.


17 maggio 2011

Miguel Gotor a Siena il 18 maggio ospite di “Il lavoro culturale”

di Daniele Salerno

Miguel Gotor

Mercoledì 18 maggio alle ore 17.00 presso la Sala Cinema di via Roma 47 a Siena si terrà un incontro con Miguel Gotor dal titolo “Il memoriale di Aldo Moro: fonti e problemi”. L’incontro è il penultimo di una serie organizzato dal gruppo de il lavoro culturale.

Gotor durante l’incontro presenterà il suo ultimo lavoro Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano, pubblicato poche settimane fa da Einaudi.

12 maggio 2011

Articolo di Miguel Gotor in occasione della giornata della memoria delle vittime del terrorismo

di Daniele Salerno

Il 9 maggio in occasione del giorno della memoria per le vittime del terrorismo (anniversario della morte di Aldo Moro), la Repubblica ha pubblicato in prima pagina una riflessione dello storico Miguel Gotor. Ve la segnaliamo perché ci pare una riflessione approfondita e interessante su molti dei punti affrontati in diverse occasioni (a partire dall’incontro dell’anno scorso su come ricordare le stragi terroristiche) dal Centro TraMe : memoria, oblio, uso a abuso del passato, riconciliazionevittime e forme dell’identità politica collettiva.

Vi segnaliamo inoltre l’uscita in questi giorni proprio del libro di Gotor, Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano, edito da Einaudi e su cui sicuramente ritorneremo a parlare sul nostro blog.

12 ottobre 2010

Un memoriale per i caduti di pace? Riflessioni a margine di una proposta

di Daniele Salerno

 

Il memoriale per gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra

 

Il 17 settembre del 2009, in seguito alla morte di sei paracadutisti italiani in un attentato a Kabul, il Sole 24 ore lanciò un concorso informale tra architetti e artisti per la costruzione di un memoriale italiano per i caduti di pace. A quella proposta aderirono una trentina di firme con altrettanti schizzi per un progetto possibile.

La proposta del Sole 24 Ore è meritevole d’attenzione in particolare perché pone due ordini di problemi. Primo:  un problema di definizione rispetto a ciò che chiamiamo “missione di pace” e rispetto a ciò che oggi chiamiamo “guerra”. Secondo: il memoriale mette in forma e rende visibile due soggetti, colui che viene ricordato e colui che ricorda. Allora: chi sono i caduti di pace? La comunità nazionale si definisce in questi casi come comunità di ricordo, ma in che modo? Quale idea abbiamo di nazione? Che vuol dire, in questi casi, “unità nazionale” ed essere “cittadino italiano”?

I monumenti, i memoriali e le statue non sono semplicemente opere architettoniche e artistiche di abbellimento delle città: quando un esercito conquista il paese avversario la prima cosa a cadere, come ci insegna l’ultima guerra in Iraq, è la statua del capo dello stato nemico. Se ritorniamo al nostro paese e all’oltraggio al memoriale per Falcone e Borsellino di quest’estate, possiamo vedere quanto colpire un monumento o un memoriale continui a essere un atto simbolico forte. Ricordiamo ancora i fatti bolognesi: una semplice lapide apposta dall’Unesco alla stazione di Bologna nel luogo dell’esplosione del 2 agosto, dichiarato quest’estate luogo simbolo di pace, ha causato polemiche e proteste perché in essa  la strage della stazione viene definita “terroristica” e non “fascista”. Si discute oggi se e come togliere quella lapide e sostituirla: nuovo capitolo sui modi, non ancora condivisi, di ricordare quella strage.

Se un monumento o un memoriale è il luogo in cui prendono forma e visibilità i valori comuni di un soggetto collettivo (la nazione o la città in questi casi), la sua costruzione è prima di tutto una negoziazione sui principi che ispirano la vita collettiva e una condivisione della memoria della comunità. Le statue e i monumenti che hanno più di recente trovato posto nelle piazze italiane facendo molto parlare la stampa sono dedicate a personaggi famosi (Manuela Arcuri) o a precise categorie di lavoratori (per esempio il monumento al camionista o alla lavandaia a Bologna). Al dissolversi di un tessuto di valori comuni condivisi corrisponde così una caduta progettuale.

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