Posts tagged ‘Monte Sole’

23 aprile 2015

Pilade/Pasolini, teatro della memoria a Monte Sole

di Francesco Mazzucchelli

franco_guarnascione4_512x343_1e9a8fcb72bc0cedee3075c7fd36c5ff(dal sito di Archivio Zeta) Il 25 aprile 2015 a Monte Sole (Marzabotto, Bologna) in occasione del 70° anniversario della Liberazione debutta il primo episodio di PILADE/PASOLINI un progetto di Archivio Zeta che durerà per tutto il 2015, costituito da 4 episodi messi in scena in luoghi diversi, con la partecipazione di cittadini. Archivio Zeta collabora con la Scuola di Pace di Monte Sole nel progetto META (memory – education – theatre – action). Info sullo spettacolo.

24 settembre 2014

Monte Sole – Un convegno a 70 anni dall’eccidio

di Francesco Mazzucchelli

Schermata 2014-09-24 alle 13.22.19A distanza di settant’anni dagli eccidi di Monte Sole, la Scuola di Pace di Monte Sole organizza un convegno – dal 2 al 4 ottobre, presso la sede della Scuola e il municipio di Marzabotto – per proporre “una riflessione sulle politiche della memoria in Europa, a partire e ritornando al caso di Monte Sole, per analizzare la memoria di questa strage e le sue implicazioni per il nostro presente“. Il convegno precederà le commemorazioni ufficiali che avranno luogo tra Marzabotto e Monte Sole il 5 ottobre. La cittadinanza è invitata a partecipare. Scarica il programma completo del convegno e la locandina. Per informazioni e iscrizioni: www.montesole.org

26 ottobre 2011

Memory on air: la memoria su Radio Fujiko

di Daniele Salerno

Dal 2008 Radio citta Fujiko  trasmette il programma “Memory on air… tra un mondo di ricordi e l’altro”. Il programma è condotto da Marzia Gigli ed Elena Monicelli – coordinatrici della Fondazione Scuola di pace di Monte Sole – e sviluppa in ogni puntata (l’appuntamento è ogni due mercoledì alle ore 19) un tema specifico legato alle narrazioni sul passato e la memoria.

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30 settembre 2011

Commemorazione del 67° degli eccidi di Monte Sole

di Daniele Salerno

In questi giorni ricorre il 67° anniversario degli eccidi nazisti di Monte Sole. Domenica 2 ottobre alle ore 15:30, nell’ambito delle commemorazioni,  verrà proiettato presso la Scuola di Pace di Monte Sole il documentario Archiviazione provvisoria di Carmine Cicchetti, Christian Caiumi e Antonio Dell’Aquila sull’insabbiamento dei fascicoli d’indagine riguardanti le stragi nazifasciste in Italia.  Interverranno gli autori.

A seguire Una salutare lezione, dialogo tra Stathis Psomiadis, familiare delle vittime della strage di Domenikon nel 1943 (ad opera dell’esercito italiano), l’Associazione familiari delle vittime degli eccidi di Marzabotto-Monzuno-Grizzana Morandi e Filippo Focardi, docente e ricercatore in storia contemporanea – Università di Padova.

Il programma completo delle commemorazioni

14 luglio 2011

Laboratorio META: Memoria Educazione Teatro Azione – campo estivo alla Scuola di Pace di Monte Sole

di Centro TraMe

La Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole e l’Associazione Culturale Archivio Zeta propongono per l’estate 2011 un laboratorio teatrale residenziale dedicato alla riflessione sulla pace e sulla cittadinanza che si svolgerà presso la Scuola di Pace di Monte Sole dal 29 agosto al 4 settembre 2011.

M.E.T.A. è il titolo di quest’esperienza pensata per coinvolgere persone che hanno in comune il desiderio di mettersi in gioco e di agire.

M.E.T.A. non si propone come punto finale di un percorso ma vuole essere una delle possibili porte da attraversare per un percorso di scoperta e consapevolezza attraverso la riflessione, la lettura, la responsabilità nell’uso e abuso delle parole, il confronto e la condivisione.

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20 maggio 2011

Campi estivi della Scuola di Pace di Monte Sole

di Daniele Salerno

La Scuola di Pace di Monte Sole organizza anche quest’anno dei campi estivi per ragazzi e ragazze provenienti da tutta Europa e Medio Oriente, dalla metà di luglio a settembre.

Di seguito le date e le informazioni basilari:

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20 agosto 2010

Il ricordo dopo l’oblio: la memoria di Sant’Anna di Stazzema

di Daniele Salerno
Qualche giorno fa a Sant’Anna di Stazzema si sono ricordati i 66 anni dalla strage che uccise centinaia di persone (il numero non è stato mai precisato ma oscilla tra le 300 e le 560 vittime) nel primo eccidio eliminazionista nazista, precedendo di alcune settimane quello ancor più sanguinoso di Monte Sole.Il 12 agosto 1944, alle prime luci del giorno, l’esercito tedesco entrò nel paesino toscano e massacrò ciecamente e brutalmente donne, anziani e bambini. Da allora, per decenni, tutti si sono interrogati sui motivi di quella efferatezza: il paese non era collocato in un luogo strategico, tanto da essere stato scelto da molti sfollati delle aree attorno come luogo di rifugio, e si era caratterizzato per una condotta piuttosto pacifica.

Caterina Di Pasquale, una giovane antropologa della memoria, ci restituisce un’ottima – perché scritta in maniera eccellente e risultato di una ricerca condotta con rigore metodologico e con evidente passione – ricostruzione della memoria di quell’evento. Diremmo che si tratta di un libro di storia (orale soprattutto) della memoria, cioè di una ricostruzione di come quell’evento sanguinoso sia caduto nell’oblio per poi venir recuperato negli anni Novanta, proiettato sulla scena della memoria e della politica nazionale e internazionale. Di Pasquale ricostruisce la memoria dell’evento nei sei capitoli del libro, definendone le diverse fasi. Lo fa interrogando direttamente i testimoni di quei fatti e andando ad analizzare e ricostruire i documenti.Ne viene fuori l’analisi – fatta con grande sensibilità e partecipazione – del processo di elaborazione del lutto e del trauma che colpisce i superstiti (racconti che richiamano molto le immagini del film di Giorgio Diritti L’uomo che verrà). L’inspiegabilità dell’evento produce una memoria divisa, come spesso accade ed è accaduto nei casi delle stragi nazi-fasciste della Seconda guerra mondiale (come ha ben spiegato, tra gli altri, Paolo Pezzino nelle sue ricerche), soprattutto per quanto riguarda, paradossalmente, l’individuazione dei colpevoli: da una parte c’è chi ritiene che fu l’azione irresponsabile dei partigiani con i loro attacchi ai tedeschi, sul limite della linea gotica, a scatenarne la furia; dall’altra parte c’è chi riteneva i tedeschi i soli responsabili dei fatti e che per l’efferatezza dell’evento non occorreva spiegazione se non l’alto livello di nazistizzazione dei reparti interessati.

La frattura interna a Sant’Anna riproduceva la frattura che si registrava a livello nazionale: chi cercava di smontare il discorso storico resistenziale si opponeva a chi cercava di renderlo fondativo per la neonata Repubblica. Nel frattempo però la Guerra Fredda bloccava a livello istituzionale la possibilità di indicare chiaramente nei tedeschi i responsabili dell’eccidio, comportando una tale ammissione un indebolimento delle linee di politica estera adottate dai primi governi repubblicani (la scelta della NATO e il sostegno del riarmo della Germania Ovest in chiave anti-comunista).E’ solo quando l’equilibrio della Guerra Fredda, insieme alle narrazioni del passato a cui essa ha costretto, comincia a sfaldarsi che la storia di Sant’Anna può uscire allo scoperto, anche con una revisione della vicenda giudiziaria. La “scoperta” dell’armadio della vergogna, 625 fascicoli archiviati a Palazzo Cesi e riguardanti i massacri nazi-fascisti, e la riapertura del caso giudiziario permette di fare luce sulla strage, individuando i reali colpevoli (alcuni ancora in vita).

Verrà poi il film di Spike Lee, Miracolo a Sant’Anna, e soprattutto alcune infelici dichiarazioni e interviste del regista americano, a rimettere nuovamente in discussione le verità giudiziarie e storiografiche raggiunte, riproponendo luoghi comuni ormai superati. Un fatto negativo che tuttavia riflette la transizione dei fatti di Sant’Anna dalle memorie private dei suoi testimoni diretti all’arena pubblica e alla memoria di una intera collettività.Caterina Di Pasquale,
Il ricordo dopo l’oblio
Donzelli editore 2010
pagg. X-184

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