Posts tagged ‘post-conflitto’

11 settembre 2012

Terrorismo, Sicurezza, Post-conflitto. Studi semiotici sulla guerra al terrore

di Centro TraMe

La casa editrice Libreria Universitaria ha di recente pubblicato il libro di Daniele Salerno  Terrorismo, sicurezza, post-conflitto. Studi semiotici sulla guerra al terrore, che segnaliamo nel giorno in cui ricorre l’undicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre. Il volume inaugura una nuova collana di Scienze della Comunicazione diretta da Giovanna Cosenza.

Indice e introduzione del libro

8 marzo 2012

“Vent’anni fa, la Jugoslavia”, numero speciale de “I martedì”

di Francesco Mazzucchelli

Segnaliamo l’uscita del numero 298 de I Martedì, la rivista del Centro San Domenico, dedicato all’ex Jugoslavia nel ventennale della sua disgregazione. Nel numero, articoli di Stefano Bianchini, Eddy Anselmi, Francesco Mazzucchelli, Federico Montanari, Matteo Albertini, Eric Gobetti, Massimo Marchetti, Elena Pirazzoli e Ajna Galicic. Tutti gli articoli sono corredati dalle fotografie di Robert Marnika.

Per informazioni su come acquistarlo scrivete alla redazione a questo indirizzo.

11 febbraio 2012

“I conti con il passato”, un libro di Pier Paolo Portinaro

di Francesco Mazzucchelli

Questo documentatissimo ma agile lavoro di Pier Paolo Portinaro fornisce una esauriente introduzione a quella che è diventata oggi una delle questioni più pressanti della politica interna e internazionale: come trovare una via d’uscita, condivisibile giuridicamente, politicamente e socialmente, da una guerra civile o da un regime totalitario? Come ricomporre le divisioni, gli odi ancora vivi, le memorie contrastanti e le spinte alla dimenticanza che caratterizzano ogni fase di post-conflitto? E, soprattutto, può questa fase di ricomposizione e riconciliazione, che deve pur tener conto di esigenze di risarcimenti e di accertamenti di responsabilità, essere delegata interamente allo strumento giudiziario?

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5 febbraio 2012

Convegno su “Conflitto, pace, costruzione dello Stato e istituzioni locali”, Trento, 1 e 2 marzo

di Francesco Mazzucchelli


La Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento e il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale organizzano a Trento (1 e 2 marzo presso la Facoltà di Economia) un convegno con l’obiettivo di discutere e valutare successi e fallimenti delle attività condotte da organizzazioni multilaterali, governative, non-governative e regionali in zone di conflitto e post-conflitto.

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29 settembre 2011

Il 5 ottobre alla SSSUB si discute di Balcani e Islam

di Centro TraMe

Primo appuntamento del ciclo di incontri dedicato alle trasformazioni politiche, economiche e socioculturali nell’area dei Balcani a vent’anni di distanza dall’inizio dei conflitti che portarono alla scomparsa dell’ex Jugoslavia.

L’incontro ospiterà un dialogo tra Christopher Deliso e Mauro Cereghini sul destino del multiculturalismo nei Balcani e in particolare sul ruolo giocato dalla religione musulmana in alcuni stati balcanici. Aprirà l’incontro la direttrice del Centro Trame, Patrizia Violi. Interverranno anche: Matteo Albertini, Francesco Mazzucchelli e Federico Montanari.

Scarica da qui i titoli degli interventi e le note biografiche dei relatori.

Maggiori dettagli sul nostro sito.

14 giugno 2011

Workshop internazionale “Visual Cognition, Space, Memory”

di Centro TraMe

Il 29 giugno, a partire dalle ore 10, la Scuola Superiore di Studi Umanistici di Bologna (Via Marsala, 26) ospiterà una giornata di workshop internazionale – organizzata dal Dipartimento di Discipline di Comunicazione dell’Università di Bologna e dal Centro TraMe – sul tema Visual Cognition, Space, Memory. The Sense of Place between Experience and Culture. Il workshop vuole far dialogare prospettive disciplinari diverse sullo studio della relazione tra spazialità, memoria e percezione, con una particolare attenzione alle tematiche della memoria collettiva e ai processi della sua costruzione e condivisione.

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28 maggio 2011

Lo spettro di Mladic

di Francesco Mazzucchelli

Oggi, in occasione della cattura di Ratko Mladic, migliaia di bosniaci si sono ritrovati sul ponte ottomano di Visegrad sulla Drina, per lanciare 3000 rose in memoria delle vittime della guerra in Bosnia.

La cattura del boia di Srebrenica, salutata come un atto di giustizia dalla gran parte della comunità internazionale (con poche, vistose, eccezioni), infiamma però ancor oggi parte dei Balcani. Per quale motivo?

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10 maggio 2011

Torino: Incontri sul senso. Presentazione di Urbicidio di Francesco Mazzucchelli

di Francesco Mazzucchelli

Giovedì 12 maggio, alle ore 17, presso i locali del Dipartmento di Filosofia del’Università di Torino (Aula Guzzo, Via Po 18, primo piano), verrà presentato il libro di Francesco Mazzucchelli Urbicidio. Il senso dei luoghi tra distruzioni e ricostruzioni in ex Jugoslavia. Alla presentazione parteciperà l’autore e Massimo Leone in qualità di discussant.

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19 novembre 2010

Le memorie divise dei Balcani: intervista di Osservatorio Balcani a Federico Montanari

di Francesco Mazzucchelli

Il ponte sul fiume Ibar a Kosovska Mitrovica in Kosovo, diventato il simbolo (ma anche la concreta manifestazione) delle divisioni etniche in Kosovo

Osservatorio Balcani ha pubblicato sul suo sito un’intervista a Federico Montanari, membro del nostro Centro, autore di numerose ricerche sui conflitti e attualmente impegnato in una indagine sui processi di rielaborazione della memoria collettiva in Kosovo.

Nell’intervista, Montanari presenta anche le attività del nostro centro e lo spirito che le anima, in particolare il tentativo di ripensare i concetti di memoria collettiva, di conflitto, di post-conflitto e di trauma, nell’ottica di un’analisi linguistica e semiotica dei segni della memoria:

L’idea iniziale di trauma, elaborata da Freud dopo la Prima guerra mondiale, è in effetti psichica o addirittura psichiatrica. Noi cerchiamo invece di indagare la dimensione collettiva e la sua rappresentazione pubblica, come nel caso dei monumenti e della costruzione di spazi della memoria. Ma ci interessa uno sguardo antropologico anche alle forme di rappresentazione collettiva che restano nel privato o viaggiano sottotraccia, generando fenomeni diversi, dal risentimento alla rimozione. […] I rituali possono essere ripetizione di stereotipi vuoti, ma in certi casi hanno una funzione importante per sciogliere i traumi del passato.

Le ricerche di Montanari si inseriscono in un filone di indagine specificamente rivolto ai Balcani al quale il Centro TraMe sta da tempo dedicando grande attenzione. Citiamo solo due contributi tra i tanti: l’analisi di Patrizia Violi di una banca dati di interviste fatte a donne del Kosovo – sia serbe che albanesi – che hanno subito violenze sessuali durante i conflitti degli anni ’90 (“Storie di donne in una società post-traumatica. Un case study dai Balcani”,  uscito nel 2006 e contenuto nel numero 101 di Versus, Quaderni di studi semiotici) e il recente libro di Francesco Mazzucchelli sulle trasformazioni urbane di alcune città balcaniche dopo le guerre (Urbicidio. Il senso dei luoghi tra distruzioni e ricostruzioni in ex Jugoslavia, Bologna: Bononia University Press, 2010).

31 ottobre 2010

“Città e catastrofe”: un resoconto del convegno

di Francesco Mazzucchelli

Si è svolta ieri, al SAIE di Bologna, la giornata studi dedicata al tema “Città e catastrofe”. Gli interventi sono stati introdotti dagli organizzatori, l’architetto Britta Alvermann, che ha presentato la rassegna Anapolis (di cui questo convegno ha rappresentato il primo appuntamento), e l’architetto Simone Sindaco, che si è soffermato in particolare sul tema della prevenzione degli effetti del terremoto e della ricostruzione, sottolineando come quest’ultima dovrebbe sempre essere intesa come una pratica etica. Sono poi intervenuti, in mattinata, il prof. Valerio Romitelli, che ha suggerito una lettura suggestiva del tema del convegno ipotizzando che, dalla fine della seconda guerra mondiale, le democrazie occidentali hanno sfruttato la paura della catastrofe come strumento di governo, e il prof. Leonardo Barcelò, che ha invece parlato della presenza crescente di immigrati nelle nostre città, una presenza che dovrebbe essere considerata una risorsa (anche in termini di partecipazione democratica alla vita collettiva) e non una potenziale catastrofe. E’ poi intervenuta la semiologa Daniela Panosetti, che ha presentato un’interessante analisi del documentario Sangue e Cemento (sul terremoto de L’Aquila) incentrandosi in particolare sull’uso della metafora corporea nella rappresentazione della città traumatizzata e sulla commistione di differenti registri discorsivi quando si rappresenta la catastrofe (che dà vita ad un “discorso ibrido” che assomma tratti tipici di repertori linguistici tecnico-scientifici, ma anche politici, televisivi e addirittura medico-diagnostici quando la città è appunto paragonata ad un corpo).

I lavori sono proseguiti nel pomeriggio con la testimonianza dell’architetto Vincent Virgo che collabora con Medecins sans frontieres per le opere di ricostruzione ad Haiti. La sessione pomeridiana, infine, è stata dedicata allo studio degli spazi e dei sensi della catastrofe da una prospettiva semiotica. Sono intervenuti il prof. Francesco Marsciani del CUBE, che ha introdotto la prospettiva teorica etnosemiotica e gli strumenti analitici che essa è in grado di mettere in campo per l’analisi degli spazi del trauma; il prof. Federico Montanari del nostro centro TRAME, che ha presentato un’analisi ricca di spunti delle trasformazioni urbane in Kosovo dopo la guerra e l’indipendenza; un gruppo di ricerca formato da Gaspare Caliri, Alice Giannitrapani e Francesco Mazzucchelli, che ha presentato i risultati di un’indagine territoriale effettuata nella valle del Belìce per valutare le trasformazioni semiotiche e identitarie di questo territorio a distanza di più di quarant’anni dal terremoto del 1968, e infine il prof. Ruggero Ragonese, che ha parlato del terremoto di Messina del 1908 e delle sue ricadute anche nelle modalità di rappresentazione e autorappresentazione di quel particolare paesaggio urbano. Il dibattito con il pubblico, moderato dall’avv. Marco Ferrari, ha fatto emergere più volte la possibilità di un dialogo costruttivo fra discipline e specialità diverse (architettura, semiotica, sociologia, ecc.) e la necessità di analisi (non solo di tipo quantitativo) volte a migliorare le possibilità di intervento al momento della ricostruzione.

La giornata si è poi conclusa all’Alto Tasso con la proiezione del documentario Sangue e Cemento – le verità nascoste sul terremoto in Abruzzo.

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