Posts tagged ‘post-trauma’

20 ottobre 2015

Memorie e post-conflitto in America Latina: testimonianze, luoghi e performance

di Francesco Mazzucchelli

c33395_4267bd0ba60c4051847fe1a4889d21c7.jpg_srz_845_345_85_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srzNel contesto del progetto MEMOSUR, venerdì 23 ottobre alle ore 10 il DIpartimento di FIlosofia e Comunicazione ospita un seminario di approfondimento sul tema della memoria collettiva traumatica in America Latina, approfondendo i temi delle testimonianze, delle performance e delle memorie dei luoghi del post-conflitto in America Latina. Ospiti della giornata saranno Norma Fatala (Universidad Nacional de Córdoba, Argentina), con un intervento intitolato Live to tell; Maria José Contreras (Universidad Catolica de Chile, Santiago) che parlerà di Corpi e memoria: una trilogia di baby-specific perfomances; Ana Clarisa Agüero (Universidad Nacional de Córdoba, Argentina / CONICET),

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6 maggio 2015

Giulia Cilla, affetti e memorie nel Rio de la Plata

di Francesco Mazzucchelli

19727_10203362957188566_769358317703968985_nRiceviamo e diffondiamo il comunicato stampa di questo interessante evento che avrà luogo sabato 9 maggio presso la Caffetteria del Sì, a Bologna.

In occasione di Human Rights Festival, Nosadella.due in collaborazione con Katia Baraldi, propone un talk con l’artista Giulia Cilla sulle politiche affettive e memoriali nel Rio de la Plata in Sudamerica.

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17 novembre 2014

Paesaggi della memoria. Un nuovo libro di Patrizia Violi

di Centro TraMe

3095382-9788845273742Segnaliamo la pubblicazione, per i tipi di Bompiani, di Paesaggi della memoria: il trauma, lo spazio, la storia, un libro di Patrizia Violi, direttrice del Centro TraMe, su memoria culturale, traumi collettivi e luoghi della memoria. Dalla quarta di copertina: Da Auschwitz in poi sempre più spesso oggi si incontrano, in ogni parte del mondo, luoghi di memoria molto particolari che derivano dalla trasformazione in forma museale di prigioni, campi di concentramento e sterminio, spazi dove si sono consumati orrori e violenze di massa. Cosa fare di questi luoghi che in modo così pregnante ci ricordano il male che lì si è consumato?

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3 giugno 2013

Topografia del Trauma – Indagine territoriale nel Belìce (ebook gratis)

di Francesco Mazzucchelli

coverSono stati pubblicati i risultati dei due workshop Topografia del Trauma, tenutisi a Gibellina nel 2009 e 2010, e organizzati da Laura Canterella e Lucia Giuliano. Obiettivo dei workshop era condurre un’osservazione delle variazioni nel territorio del Belice, a 40 anni dal disastroso terremoto, da molteplici punti di vista: geografico, semiotico, urbanistico, artistico.

L’ebook è scaricabile gratuitamente in pdf in italiano e inglese.

26 aprile 2011

Memory Stalker: viaggio a Černobyl’, venticinque anni dopo

di Francesco Mazzucchelli

Prjpjat' oggi

Il 26 aprile del 1986, l’unità numero 4 della centrale nucleare di Černobyl, in Ucraina (all’epoca Unione Sovietica) subisce il più disastroso incidente nucleare della storia. Nei giorni immediatamente successivi all’incidente la centrale in avaria sprigiona altissimi livelli di radioattività, i cui effetti a causa dei venti, si diffonderanno in tutta Europa nelle settimane successive.

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4 marzo 2011

Belice/Epicentro della Memoria Viva

di Francesco Mazzucchelli

Il 5 marzo viene inaugurato a Gibellina BELICE/EPICENTRO della memoria viva, un nuovo spazio di cultura e aggregazione (non, dunque, un semplice museo) che si propone di raccogliere storie e memorie della valle del Belice, a più di quarant’anni di distanza dal disastroso terremoto che devastò quella zona di Sicilia:

Lo spazio contiene e offre alla fruizione video, racconti, disegni, fotografie, documenti che rappresentano la coscienza storica della gente del territorio belicino e raccontano storie importanti e poco conosciute di lotte e mobilitazione popolare prima e dopo il terremoto del 1968. La storia che raccontano – parole, immagini e segni – inizia negli anni ’50 con Danilo Dolci e attraversa un trentennio fondante della Storia locale ma anche italiana, perchè il Belice fu in quegli anni un laboratorio innovativo di pratiche di agire sociale che è importante oggi conoscere, per riflettere sul presente che stiamo vivendo (dal sito di Belice/Epicecentro della Memoria Viva).

Durante l’inaugurazione verranno esposti anche alcuni dei lavori prodotti durante il workshop di indagine territoriale Topografia del Trauma, alla seconda edizione del quale (tenutasi l’estate scorsa) ha partecipato con alcuni suoi membri anche il Centro TraMe assieme ad alcuni membri del Centro universitario di etnosemiotica CUBE (con un’analisi etnosemiotica i cui risultati sono stati in parte esposti al convegno “Città e catastrofe“).

Siete dunque invitati a prendere parte all’inaugurazione di questo nuovo “spazio della memoria”, il 5 marzo, a Gibellina alle ore 18.00 in via Empedocle n.5.

Epicentro/Belice nasce con il progetto Le Terre che tremarono ideato dal Cresm di Gibellina, da CLAC di Palermo, Le Mat con sede a Roma e Eco di Polizzi Generosa con il sostegno della Fondazione per il sud e della Provincia di Trapani.

Maggiori info su:
www.epicentrobelice.net

27 ottobre 2010

Su forme memoriali e città I: Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia

di Daniele Salerno

La Bononia University Press ha pubblicato recentemente il libro di Francesco Mazzucchelli Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia. Il volume apre una nuova collana nella casa editrice dell’Università di Bologna dedicata a temi semiotici, curata da Patrizia Violi e Anna Maria Lorusso.
Riportiamo di seguito la quarta di copertina.

Nelle guerre moderne la città è divenuta uno degli obiettivi e delle vittime principali. Per riprendere l’efficace espressione di Paul Virilio, la strategia delle nuove guerre è oggi, essenzialmente, una strategia anti-città. Lo spazio urbano è diventato bersaglio non solo per motivi strategici, ma soprattutto per i significati che incarna: valori identitari, sociali e culturali.

Per questi motivi, spesso, le tracce lasciate dagli eventi bellici nei tessuti urbani si caricano di forti valenze simboliche e la fase della ricostruzione diventa un momento di riscrittura del paesaggio della memoria della città.

I progetti e gli interventi di restauro/ricostruzione/demolizione dei dopoguerra sono, in questa prospettiva, espressione di narrazioni collettive che stabiliscono un rapporto ogni volta diverso tra la città, l’evento bellico e la sua memoria.

Il tema delle trasformazioni urbane belliche e postbelliche viene affrontato qui attraverso l’analisi in profondità di tre città protagoniste delle guerre balcaniche degli anni ’90: Belgrado, Sarajevo e Mostar. Queste città vengono osservate con la lente del metodo semiotico che ne mette in luce le diverse riconfigurazioni dei sensi dei luoghi, tra politiche del costruire e pratiche dell’abitare.

Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia
di Francesco Mazzucchelli
Bononia University Press, 2010
pp. 343

17 ottobre 2010

Città e catastrofe, Convegno SAIE, 30 ottobre

di Francesco Mazzucchelli

Il prossimo 30 ottobre il SAIE (Fiera dell’edilizia e dell’architettura di Bologna) ospiterà il primo appuntamento della rassegna Anapolis – oltre la città (organizzata da Alto Tasso e MomaBo, a cura degli architetti Simone Sindaco e Britta Alvermann).

Il primo incontro della rassegna sarà accompagnato da una giornata di convegno sul tema Città e catastrofe. La giornata di studio si propone di stimolare una riflessione transdisciplinare sul tema della “catastrofe”, intesa – in senso lato – come quella circostanza che provoca, nella vita della città, un salto improvviso da uno stato “normale” e regolare a uno stato eccezionale e di emergenza. Di origine antropica o naturale, simbolica o effettiva, prevista o inattesa, sarà dunque il rapporto tra distruzione e città il filo conduttore principale, ma non esclusivo, dei diversi interventi.

Il convegno prevede due sessioni: durante la mattina interverranno Valerio Romitelli (con un intervento su “Democrazia e paura”) e Leonardo Barcelò (che parlerà della presenza demografica degli stranieri a Bologna) , mentre l’atelier pomeridiano (promosso anche dal nostro Centro TraMe e dal CUBE e con interventi di Francesco Marsciani, Federico Montanari, Alice Giannitrapani, Gaspare Caliri, Francesco Mazzucchelli, Ruggero Ragonese e Daniela Panosetti) si focalizzerà più specificamente sulle questioni – affrontate da una prospettiva semiotica – del trauma post-catastrofe e delle ricostruzioni nei dopoterremoto  e nei dopoguerra (partendo dall’analisi di diversi case-studies: Belìce, Messina, Kosovo). Durante il convegno verrà proiettato il documentario Sangue e Cemento. Le domande senza risposta sul terremoto in Abruzzo (regia: Gruppo Zero, Italia, 2010).

Qui il programma del convegno e della rassegna

Qui il flyer

Appuntamento, dunque, il 30 ottobre, dalle 9.30 alle 18, al SAIE (Centro Fiere Bologna, Ingresso Michelino, Sala Armonia)

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