Posts tagged ‘shoah’

3 marzo 2016

Il figlio di Saul, un altro modo di rappresentare l’Olocausto

di MariaChiara Bianchini

51352.jpgIl figlio di Saul (Laslo Nemes, Ungheria, 2015) è un film sulla Shoah, ambientato nel campo di concentramento di Auschwitz. Anche se il tema potrebbe non sembrare nuovo, tuttavia è originale il modo in cui viene trattato. Il film si discosta da alcune delle matrici comuni che caratterizzano la cinematografia sull’Olocausto negli ultimi decenni, specialmente se consideriamo le produzioni dirette al grande pubblico, come è il caso di film come Schindler’s List o La vita è bella.

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20 maggio 2013

Scolpitelo nei cuori. Le riflessioni di Valentina Pisanty

di Centro TraMe

Scolpitelo nei cuoriPubblichiamo la recensione di Scolpitelo nei cuori. La Shoah nella cultura italiana di Robert Gordon firmata dalla semiologa Valentina Pisanty, autrice di Abusi di memoria. Negare, sacralizzare, banalizzare la Shoah. La recensione è apparsa su Alfabeta2. Sul libro di Gordon abbiamo dedicato fa una lunga riflessione in occasione della giornata della memoria.

Valentina Pisanty

Come tutte le memorie, anche quella italiana della Shoah è funzionale alle sensibilità, alle preoccupazioni e agli interessi di chi ne detiene il controllo.

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7 febbraio 2013

Nuovo ciclo seminariale “L’identità nelle Scienze Umane” | febbraio-aprile 2013

di Centro TraMe

magritte-uomo-allo-specchioGiovedì 14 febbraio, con il seminario di Antonia Arslan e Lara Mottarlini (Università di Padova), ricominciano i seminari della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna sul tema dell’identità nelle Scienze Umane.

Questo il calendario degli appuntamenti:

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29 marzo 2012

Una poetica cinematografica della Catastrofe. L’etica dello sguardo secondo Sylvie Rollet

di Sebastiano Giuntini

Che possibilità ha il cinema – arte dello sguardo per definizione – di occuparsi di ciò che sembra spingersi al di fuori di qualsiasi regime di visibilità? Detto altrimenti, di quali risorse dispone ciò che qualcuno ha definito l’occhio del Novecento per far fronte a quel vero e proprio assalto portato alla rappresentazione dagli episodi genocidari del secolo scorso?

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30 gennaio 2012

“La chiave di Sara”, film sulla Shoah di Gilles Paquet-Brenner

di Patrizia Violi

È attualmente in programmazione sui nostri schermi il film di Gilles Paquet-Brenner del 2010 La chiave di Sara, centrato su di un episodio particolare della Shoah, il rastrellamento di oltre tredicimila ebrei francesi, fra cui moltissime donne e bambini, arrestati e poi concentrati dalla polizia francese nel Vélodrome d’Hiver a Parigi, nel luglio del 1942.

Rappresentare la Shoah è sempre un’operazione ad altissimo rischio, sia quando si prende la via della documentazione che quando si prova l’ancora più problematica strada della fiction.

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2 settembre 2011

Relativizzare la Shoah? Gli interventi di Gunter Grass, Claude Lanzmann, Pierre Nora e Zygmunt Bauman

di Centro TraMe

Lo scrittore tedesco Gunter Grass

In questi giorni, per motivi diversi, vi è stato un intenso dibattito sulla Shoah in Francia e Germania di cui hanno reso conto in Italia sia La Repubblica che il Corriere della Sera. Nel dibattito hanno preso parte esponenti di primo piano della cultura europea.

In Francia le polemiche sono scoppiate in seguito alla rimozione del termine Shoah dai manuali di storia per le scuole francesi, cui è stato preferito il termine “annientamento” e una maggiore attenzione allo sterminio di zingari e omosessuali.

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20 aprile 2011

Storia di famiglie: la raccolta di materiale sulla Shoah e l’archivio dei film di famiglia.

di Daniele Salerno

Dal 27 gennaio fino al 30 giugno, le prefetture italiane hanno il compito di raccogliere da privati cittadini o associazioni materiali e documenti che testimonino la Shoah. Gli oggetti raccolti saranno inviati dalle Poste italiane all’Archivio di Stato, dove un gruppo di esperti li valuterà per destinarli poi ai vari musei della Shoah in progettazione.

L’iniziativa fa capo al Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, che riunisce diverse istituzioni e associazioni, tra cui la Presidenza del Consiglio e la Fondazione Museo della Shoah di Roma.

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22 febbraio 2011

Nazi-hunters: memoria, giustizia e riconoscimento nel caso di Mark Gould

di Daniele Salerno

Mark Gould (43 anni) e Bernhard Frank (97 anni)

La storia di Mark Gould era già abbastanza nota negli Stati Uniti (raccontata dal NYT) e nel Regno Unito (riportata dal The Guardian) sin dalla fine dello scorso anno e viene riportata oggi da La Repubblica.

Gould è uno storico ebreo americano: ventotto membri della sua famiglia sono morti nei campi di concentramento nazisti. Nel 2006 decide di dare la caccia al presunto aguzzino: Bernhard Frank, novantasettenne e all’epoca dei fatti uno stretto collaboratore di Himmler. Fingendosi neonazista, si guadagna la fiducia di Frank durante i vari incontri dei veterani nazisti e riesce ad accumulare una serie di prove (a cominciare dalla firma) che dimostrano che Frank fu la persona che decise la morte dei suoi familiari.

Alle vicende di Gould, da verificare attentamente (in diverse parti l’articolo de La Repubblica contraddice quelli di Guardian e NYT, a cominciare dal ruolo di Frank nella catena di comando) oggi dedica ampio spazio il quotidiano Bild in una intervista. Il caso non è isolato: da Simon Wiesenthal in poi diversi ebrei, sopravvissuti o figli e parenti delle vittime hanno cercato i carnefici sfuggiti alla giustizia internazionale.

Il caso di Frank pone diversi problemi su come abbiano funzionato i processi di attribuzione di colpa, su come sia stata amministrata la giustizia internazionale e di transizione. E su come sia possibile che a un nazista che ha operato nel cuore stesso della Shoah sia stato concesso di vivere per decenni nell’Assia, senza nascondersi, senza subire condanne e addirittura scrivendo, cinque anni fa, un libro di memorie in cui racconta la propria vicenda.

In questi casi la costruzione la legittimazione della memoria degli eventi non è passata per un tribunale che, nella scrittura di una sentenza, fissa dei criteri di plausibilità entro cui la narrazione dell’evento può essere costruita e riconosce pubblicamente vittime e carnefici. Il cosiddetto “nazi hunter” cerca di colmare questo vuoto e tenta non tanto una vendetta (come scrive La Repubblica) quanto una rivendicazione di memoria e una richiesta di giustizia.

27 gennaio 2011

27 gennaio, Giorno della Memoria

di Francesco Mazzucchelli

Altri materiali qui.

26 gennaio 2011

Domani, 27 gennaio: Giorno della Memoria dell’Olocausto

di Francesco Mazzucchelli

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa aprono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, liberando i pochi prigionieri che erano sopravvissuti a quell’orrenda macchina di morte.

In molti paesi del mondo (tra cui l’Italia) si celebra domani la Giornata del Ricordo delle vittime della Shoah e di tutti quelli che hanno perso o rischiato la vita per proteggere gli ebrei e tutti i perseguitati dal nazismo.

27 gennaio 1945, la liberazione di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa. Nella foto, alcuni sopravvissuti assistiti da medici sovietici.

Qui il programma delle iniziative a Bologna. Segnalateci nei commenti le iniziative nelle vostre città, se volete.

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