Posts tagged ‘storie di vita’

4 marzo 2011

Belice/Epicentro della Memoria Viva

di Francesco Mazzucchelli

Il 5 marzo viene inaugurato a Gibellina BELICE/EPICENTRO della memoria viva, un nuovo spazio di cultura e aggregazione (non, dunque, un semplice museo) che si propone di raccogliere storie e memorie della valle del Belice, a più di quarant’anni di distanza dal disastroso terremoto che devastò quella zona di Sicilia:

Lo spazio contiene e offre alla fruizione video, racconti, disegni, fotografie, documenti che rappresentano la coscienza storica della gente del territorio belicino e raccontano storie importanti e poco conosciute di lotte e mobilitazione popolare prima e dopo il terremoto del 1968. La storia che raccontano – parole, immagini e segni – inizia negli anni ’50 con Danilo Dolci e attraversa un trentennio fondante della Storia locale ma anche italiana, perchè il Belice fu in quegli anni un laboratorio innovativo di pratiche di agire sociale che è importante oggi conoscere, per riflettere sul presente che stiamo vivendo (dal sito di Belice/Epicecentro della Memoria Viva).

Durante l’inaugurazione verranno esposti anche alcuni dei lavori prodotti durante il workshop di indagine territoriale Topografia del Trauma, alla seconda edizione del quale (tenutasi l’estate scorsa) ha partecipato con alcuni suoi membri anche il Centro TraMe assieme ad alcuni membri del Centro universitario di etnosemiotica CUBE (con un’analisi etnosemiotica i cui risultati sono stati in parte esposti al convegno “Città e catastrofe“).

Siete dunque invitati a prendere parte all’inaugurazione di questo nuovo “spazio della memoria”, il 5 marzo, a Gibellina alle ore 18.00 in via Empedocle n.5.

Epicentro/Belice nasce con il progetto Le Terre che tremarono ideato dal Cresm di Gibellina, da CLAC di Palermo, Le Mat con sede a Roma e Eco di Polizzi Generosa con il sostegno della Fondazione per il sud e della Provincia di Trapani.

Maggiori info su:
www.epicentrobelice.net

Annunci
22 gennaio 2011

I “quaderni ucraini” di Igort: memorie in fumetti

di Francesco Mazzucchelli

Come è stata la vita durante e dopo il comunismo da queste parti? me lo domandavo sinceramente”: questa la domanda che ossessiona il fumettista Igort nella sua ultima graphic novel titolata I quaderni ucraini (primo volume di un dittico dedicato ai paesi dell’ex Unione Sovietica). E si tratta di una domanda, come la definisce l’autore stesso, “sincera”: ciò che gli interessa non è né la celebrazione rituale di un processo al totalitarismo sovietico, né la rievocazione ideologico-liturgica di un passato socialista che a volte pare distante anni luce, definitivamente tramontato e rapidamente “fatto fuori” dalle accelerazioni capitalistiche della nuova economia globale, ma che al tempo stesso continua ugualmente a riaffiorare, proprio quando meno te lo aspetti, nei paesaggi, nei volti e nelle parole di chi vive oggi in Ucraina. È a queste riemersioni di memoria collettiva che Igort presta invece il suo sguardo e il suo tratto, e non è un caso se il sottotitolo scelto per questi quaderni reciti: Memorie dai tempi dell’Urss. Dai tempi, come una memoria che viene da lontano, come un fiume, come un flusso.

read more »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: