Posts tagged ‘unità d’Italia’

16 aprile 2011

Tre colori: come la radio racconta la storia (e fa servizio pubblico)

di Daniele Salerno

Manifesto di chiusura delle celebrazioni del centenario dell'Unità d'Italia nel 1961

Dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 14:30 va in onda su Radio3  il programma Tre Colori: 150 storie della storia d’Italia.

In ogni puntata un ospite racconta un episodio della storia italiana, un simbolo, un fenomeno sociale o culturale del nostro paese.

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25 marzo 2011

Glocal newsgaming barcamp al Festival del Gioco di Modena: i videogiochi tra Risorgimento e Wikileaks

di Daniele Salerno

Ieri l’Assoknowledge e il Ministero della Gioventù hanno ritirato da internet la demo del gioco commemorativo per l’Unità d’Italia gioventù ribelle. Il gioco intendeva rappresentare e commemorare i giovani del Risorgimento, mettendo in scena e permettendo ai giocatori di rivivere idealmente, attraverso l’esperienza videoludica, la breccia di Porta Pia. Come potete leggere sull’articolo di Repubblica di ieri, il gioco aveva attirato molte critiche sia da parte di molti esperti di videogiochi sia da parte degli storici: il gioco era, a detta dei molti che lo hanno recensito sia in Italia che all’estero, inaccurato sotto tutti i punti di vista (guarda su questo il post su vitadigitale, il blog di Federico Cella sul Corriere della Sera).

Siamo certi che anche di questo si discuterà nel barcamp Glocal Newsgaming. Fare giornalismo e informazione con il gioco organizzato all’interno di Play 2011 – Festival del Gioco, che si terrà domani 26 marzo dalle 15 alle 19 presso Modena Fiere.

L’incontro sarà un’occasione per esplorare i molti modi in cui il gioco, elettronico o tradizionale, può intrecciarsi con il mondo del giornalismo, della critica sociale e appunto della memoria storica. All’approccio innovativo che gli organizzatori (Patrick Coppock dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Agata Meneghelli dell’Università degli Studi di Bologna, Dario Compagno dell’Università degli Studi di Siena, Gabriele Ferri dell’Università degli Studi di Bologna/Istituto Italiano di Scienze Umane e Emanuela Zaccone dell’Università degli Studi di Bologna) hanno nel guardare ai videogiochi e che auspicano di portare anche in Italia, si somma il formato del BarCamp, un nuovo tipo di incontro partecipativo nato nel mondo anglosassone e capace di facilitare lo scambio di conoscenze tra i partecipanti e il confronto tra diversi punti di vista.

Il comunicato stampa e il programma dell’evento sono scaricabili qui.

Nel video il gioco Gioventù Ribelle.

15 marzo 2011

150 anni di memorie divise – Dialogo del Centro TraMe con John Foot

di Daniele Salerno

 

John Foot è professore di storia contemporanea presso il Dipartimento di italianistica della University College of London

John Foot ha dedicato e dedica tuttora le sue ricerche al nostro paese e alla sua storia recente nei suoi vari aspetti: dallo sport (“Calcio 1898-2007. Storia dello sport che ha fatto l’Italia”) alla storia delle città italiane (“Milano dopo il miracolo. Biografia di una città”) fino all’analisi delle vicende politiche. Nel 2009 ha pubblicato il libro “Fratture d’Italia”, in cui racconta le “memorie divise” sviluppatesi attorno agli eventi più importanti della storia del paese – dalla Prima Guerra mondiale fino agli anni di piombo – a partire dall’analisi di varie pratiche di memoria (targhe, monumenti, anniversari e commemorazioni).

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17 dicembre 2010

Risorgimento Pop: il teatro de-menziale e de-celebrativo di Daniele Timpano

di Daniele Salerno

Il cadavere di Giuseppe Mazzini realizzato da Francesco Givone

Daniele Timpano mette in scena il Risorgimento. Questa è almeno la promessa che fanno da subito Timpano e Gaetano Ventriglia rivolgendosi al pubblico in sala: fare uno spettacolo didattico sul Risorgimento.

Risorgimento Pop. Memorie e amnesie conferite a una gamba, in scena fino al 17 dicembre a Teatri di vita di Bologna, comincia con i due attori sul fondo della scena con in testa un drappo bianco e illuminati da una luce rossa e una verde. Vestiti da preti i due scoprono il capo, come si fa sollevando i drappi all’inaugurazione dei monumenti; inforcano poi gli occhiali da sole e cominciano a ballare sulle note di One more time di Britney Spears.

Qui comincia l’opera: un Risorgimento destrutturato, decostruito e “decelebrato”. E a decelebrarlo ci pensa lo stesso Timpano che interrompe la narrazione storica con alcuni inserti da telenovela sudamericana (Anita era una povera extracomunitaria, ci ricorda Timpano)  in cui si racconta la morte di Anita Garibaldi tra le braccia del suo Giuseppe  (Timpano in realtà mette in scena alcune versioni effettivamente circolate sulla morte di Anita, compresa quella dello strangolamento della moglie da parte di Garibaldi stesso. Oltre a ricordarci che di telenovelas sulla storia d’amore tra i due ne esistono, come potete voi stessi verificare su youtube). Inserti che si concludono con un “sarebbe stato bello se questo fosse avvenuto ma in realtà non è successo”.

Facendo incontrare Giuseppe Garibaldi e Britney Spears, Timpano mostra la cornice narrativa che invera le narrazioni pop: non mette in scena il Risorgimento ma mette in primo piano, smontandolo, il quadro retorico con cui questa storia ci è sempre stata narrata. E lo fa fin dall’inizio spiegando che lo spettacolo è stato pensato per i 150 anni dell’Unità d’Italia “perché così magari si fa qualche soldo in più”.

Timpano e Ventriglia cercano infine di far fare la pace ai due padri della patria, Giuseppe (Peppino) Garibaldi e Giuseppe (Pippo) Mazzini, dopo aver fatto passare ciò che resta dei due cadaveri degli eroi nazionali dal dispositivo teatrale assurdo, demenziale e decelebrativo messo in piedi da Timpano. I due cadaveri si rifiutano però di risorgere. Un po’ come l’Italia di oggi.

Risorgimento pop. Memorie e amnesie conferite a una gamba

di Daniele Timpano e Marco Andreoli
con Daniele Timpano e Gaetano Ventriglia
disegno luci Dario Aggioli
cadavere di Giuseppe Mazzini realizzato da Francesco Givone
musiche aggiuntive Marco Maurizi
produzione amnesiA vivacE, Circo Bordeaux, RialtoSantambrogio, Voci di Fonte
In scena a Teatri di vita fino al 17 dicembre 2010
1 luglio 2010

Revisionismo e storia d’Italia: l’oblio sui crimini dell’Italia coloniale

di Daniele Salerno

La raccolta La storia negata a cura Angelo Del Boca è una panoramica sul revisionismo in Italia e su come questo fenomeno caratterizzi ormai vari periodi della storia d’Italia. Del Boca, nella sua introduzione, fa una carrellata del fenomeno analizzando alcuni testi e personalità chiave del revisionismo: Renzo De Felice, Indro Montanelli, Giampaolo Pansa e Bruno Vespa, solo per ricordarne alcuni.

Mi concentro in particolare su un periodo da sempre misconosciuto nei libri di storia: la vicenda coloniale italiana. L’opera di rimozione riguarda trecentomila etiopici uccisi durante la guerra coloniale e i campi di concentramento italiani in Etiopia e Libia (dove il 7 ottobre si festeggia il giorno della vendetta contro gli italiani), vero e proprio laboratorio della Soluzione Finale nazista. Né la retorica degli “italiani brava gente” né l’opera revisionista di alcuni storici, bastano a spiegare da soli casi di oblio o di forte distorsione di fatti e responsabilità.

Con l’istituzione nel 1952 del Comitato per la documentazione dell’opera dell’Italia in Africa – composta soprattutto da  ex governatori e amministratori delle colonie sotto il regime fascista – e la pubblicazione con il fregio della Repubblica italiana dell’opera in cinquanta volumi Italia in Africa, si effettuò una vera e propria operazione di revisionismo di stato cancellando o distorcendo gravemente la storia dei crimini commessi dall’Italia nella sua corsa per un “posto al sole”.

Sulla storia del colonialismo italiano si concentra nel suo saggio Nicola Labanca. Mario Isnenghi analizza il revisionismo sul periodo risorgimentale, mentre Nicola Tranfaglia, Giorgio Rochat e Mimmo Franzinelli si soffermano sui revisionismi che interessano il periodo fascista. Lucia Ceci approfondisce la storia del rapporto Italia-Vaticano, mentre Enzo Collotti analizza le tesi negazioniste sulla Shoah.

Aldo Agosti, Giovanni De Luna e Angelo d’Orsi riferiscono sul secondo dopoguerra e su una questione di pesante attualità: la memoria della Resistenza, il patto costituente e il conseguente attacco alla Costituzione.

Una lettura che in questo periodo, e con l’avvicinarsi dei 150 dell’Unità d’Italia, ci pare di stringente attualità.

La storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico

a cura di Angelo Del Boca
Saggi di Mario Isnenghi, Nicola Labanca, Nicola Tranfaglia, Giorgio Rochat, Lucia Ceci, Mimmo Franzinelli, Enzo Collotti, Aldo Agosti, Giovanni De Luna, Angelo d’Orsi.
Neri Pozza 2009
pag 384
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