Posts tagged ‘urbicidio’

20 ottobre 2017

27-28 ottobre, Università di Bologna: International Conference “Interpreting Destruction and Reconstruction in War Situations”

di Centro TraMe

2017 10 27 Bologna annonceVenerdì 27 e sabato 28 ottobre, la Scuola superiore di studi umanistici dell’Università di Bologna ospiterà due giornate di studio sul tema delle distruzioni e ricostruzioni del patrimonio monumentale e culturale in situazioni di guerra. Architetti, semiologi, archeologi e specialisti dialogheranno e si confronteranno sui significati delle distruzioni di monumenti e architetture, sulle strategie di tutela del patrimonio in situazioni di guerra e sulle questioni aperte della ricostruzione.

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10 maggio 2011

Torino: Incontri sul senso. Presentazione di Urbicidio di Francesco Mazzucchelli

di Francesco Mazzucchelli

Giovedì 12 maggio, alle ore 17, presso i locali del Dipartmento di Filosofia del’Università di Torino (Aula Guzzo, Via Po 18, primo piano), verrà presentato il libro di Francesco Mazzucchelli Urbicidio. Il senso dei luoghi tra distruzioni e ricostruzioni in ex Jugoslavia. Alla presentazione parteciperà l’autore e Massimo Leone in qualità di discussant.

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21 novembre 2010

Seminario “Intorno ai testi” alla Sssub di Bologna dedicato a “La memoria e i suoi spazi”: presentazione dei libri di Gruning, Mazzucchelli e Pirazzoli

di Francesco Mazzucchelli

Mercoledì 1 dicembre alle 15,30, presso l’Aula Rossa della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna (in Via Marsala, 26), avrà luogo un seminario di presentazione e discussione di alcune recenti uscite editoriali di cui abbiamo già avuto modo di discutere in questo blog.

Nel corso del seminario – dedicato al tema “la memoria e i suoi spazi” – verrà presentato il libro di Elena Pirazzoli, A partire da ciò che resta, dedicato alle trasformazioni delle”forme memoriali”, ovvero ai mutamenti nelle forme di rappresentazione del ricordo collettivo a seguito delle grandi catastrofi del Novecento (genocidi, guerre mondiali, guerra fredda, bomba atomica, terrorismo, ecc.); quello di Barbara Gruning, Luoghi della memoria e identità collettive, in cui l’autrice si interroga sui processi di costruzione di una memoria condivisa in Germania dopo la riunificazione; e infine Urbicidio, di Francesco Mazzucchelli, in cui vengono indagate le trasformazioni nella memoria collettiva nei Balcani attraverso l’analisi delle politiche del costruire e delle pratiche dell’abitare osservabili oggi in alcune città dell’ex Jugoslavia (Belgrado, Sarajevo, Mostar, Dubrovnik) dopo le guerre che portarono alla dissoluzione della Repubblica Socialista Federale Jugoslava.

Tutti e tre i volumi, pur partendo da differenti case studies e da diverse prospettive teoriche e metodologiche di indagine, esplorano il tema della memoria collettiva e delle sue rielaborazioni, in particolare a seguito di grossi rivolgimenti storici come una guerra o la caduta di un regime. Ma il filo conduttore più evidente che lega questi tre libri è soprattutto l’attenzione rivolta alle “forme spaziali” che la memoria assume in determinati luoghi e nelle città.

Dopo la presentazione dei volumi – a cura degli autori – è previsto un momento di confronto e dibattito, aperto al pubblico, sui temi dei libri.
Oltre agli autori, interverranno Patrizia Violi e Gabriella Turnaturi.

Locandina “Intorno ai testi – la memoria e i suoi spazi”.

Brochure con le schede dei libri.

Pagina Facebook dell’evento.

19 novembre 2010

Le memorie divise dei Balcani: intervista di Osservatorio Balcani a Federico Montanari

di Francesco Mazzucchelli

Il ponte sul fiume Ibar a Kosovska Mitrovica in Kosovo, diventato il simbolo (ma anche la concreta manifestazione) delle divisioni etniche in Kosovo

Osservatorio Balcani ha pubblicato sul suo sito un’intervista a Federico Montanari, membro del nostro Centro, autore di numerose ricerche sui conflitti e attualmente impegnato in una indagine sui processi di rielaborazione della memoria collettiva in Kosovo.

Nell’intervista, Montanari presenta anche le attività del nostro centro e lo spirito che le anima, in particolare il tentativo di ripensare i concetti di memoria collettiva, di conflitto, di post-conflitto e di trauma, nell’ottica di un’analisi linguistica e semiotica dei segni della memoria:

L’idea iniziale di trauma, elaborata da Freud dopo la Prima guerra mondiale, è in effetti psichica o addirittura psichiatrica. Noi cerchiamo invece di indagare la dimensione collettiva e la sua rappresentazione pubblica, come nel caso dei monumenti e della costruzione di spazi della memoria. Ma ci interessa uno sguardo antropologico anche alle forme di rappresentazione collettiva che restano nel privato o viaggiano sottotraccia, generando fenomeni diversi, dal risentimento alla rimozione. […] I rituali possono essere ripetizione di stereotipi vuoti, ma in certi casi hanno una funzione importante per sciogliere i traumi del passato.

Le ricerche di Montanari si inseriscono in un filone di indagine specificamente rivolto ai Balcani al quale il Centro TraMe sta da tempo dedicando grande attenzione. Citiamo solo due contributi tra i tanti: l’analisi di Patrizia Violi di una banca dati di interviste fatte a donne del Kosovo – sia serbe che albanesi – che hanno subito violenze sessuali durante i conflitti degli anni ’90 (“Storie di donne in una società post-traumatica. Un case study dai Balcani”,  uscito nel 2006 e contenuto nel numero 101 di Versus, Quaderni di studi semiotici) e il recente libro di Francesco Mazzucchelli sulle trasformazioni urbane di alcune città balcaniche dopo le guerre (Urbicidio. Il senso dei luoghi tra distruzioni e ricostruzioni in ex Jugoslavia, Bologna: Bononia University Press, 2010).

27 ottobre 2010

Su forme memoriali e città I: Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia

di Daniele Salerno

La Bononia University Press ha pubblicato recentemente il libro di Francesco Mazzucchelli Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia. Il volume apre una nuova collana nella casa editrice dell’Università di Bologna dedicata a temi semiotici, curata da Patrizia Violi e Anna Maria Lorusso.
Riportiamo di seguito la quarta di copertina.

Nelle guerre moderne la città è divenuta uno degli obiettivi e delle vittime principali. Per riprendere l’efficace espressione di Paul Virilio, la strategia delle nuove guerre è oggi, essenzialmente, una strategia anti-città. Lo spazio urbano è diventato bersaglio non solo per motivi strategici, ma soprattutto per i significati che incarna: valori identitari, sociali e culturali.

Per questi motivi, spesso, le tracce lasciate dagli eventi bellici nei tessuti urbani si caricano di forti valenze simboliche e la fase della ricostruzione diventa un momento di riscrittura del paesaggio della memoria della città.

I progetti e gli interventi di restauro/ricostruzione/demolizione dei dopoguerra sono, in questa prospettiva, espressione di narrazioni collettive che stabiliscono un rapporto ogni volta diverso tra la città, l’evento bellico e la sua memoria.

Il tema delle trasformazioni urbane belliche e postbelliche viene affrontato qui attraverso l’analisi in profondità di tre città protagoniste delle guerre balcaniche degli anni ’90: Belgrado, Sarajevo e Mostar. Queste città vengono osservate con la lente del metodo semiotico che ne mette in luce le diverse riconfigurazioni dei sensi dei luoghi, tra politiche del costruire e pratiche dell’abitare.

Urbicidio. Il senso dei luoghi e ricostruzioni nella ex Jugoslavia
di Francesco Mazzucchelli
Bononia University Press, 2010
pp. 343

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